10 aprile 2013 / 16:58 / tra 4 anni

SINTESI - Italia aumenta debito/Pil, Ue chiede riduzione

* Debito 2013 a 130,4% da 126,1%, 2014 a 129% da 123,1%

* Ue punta dito su alto debito e perdita competitività

* Rapporto Ue indica rischi contagio in caso nuove turbolenze

* Rehn saluta buon andamento asta Bot

di Giuseppe Fonte

ROMA/BRUXELLES, 10 aprile (Reuters) - L‘alto debito, insieme alla perdita di competitività esterna e alla scarsa produttività, continua ad essere il principale fattore di squilibrio macroeconomico dell‘Italia, per la quale si conferma la necessità di perseguire un alto avanzo primario.

Per l‘Italia, che oggi ha rivisto al rialzo le stime sul rapporto tra debito e Pil, si profila tuttavia una uscita a breve dalla procedura per deficit eccessivo che le dovrebbe concedere maggiore spazio di aggiustamento.

Lo dice la Commissione europea al termine dell‘analisi approfondita sugli squilibri macroeconomici di 13 stati membri dell‘Unione da cui però, al contrario di Spagna e Slovenia, l‘Italia non risulta tra i Paesi in cui tali squilibri possono essere considerati “eccessivi”.

Queste “storiche debolezze strutturali hanno ridotto la capacità del Paese di assorbire gli shock economici” così come “la resistenza delle banche italiane alla crisi si è indebolita seriamente da metà 2011 ed è ora più difficile il loro sostegno all‘attività economica”, dice la Commissione.

L‘Italia - che ha chiuso il 2012 con un debito al 127% del Pil, il livello più alto dal 1990 e secondo nella zona euro solo alla Grecia - “resta dunque vulnerabile a improvvisi cambiamenti di umore del mercato e questo evidenzia la necessità di mantenere i miglioramenti strutturali di bilancio in modo da porre il rapporto debito/pil su un sentiero di stabile riduzione”, dice il documento.

Gli esperti Ue avvertono anche che “potenziali contagi economici e finanziari del resto dell‘area euro restano consistenti nel caso in cui dovessero di nuovo intensificarsi le turbolenze dei mercati finanziari rispetto al debito sovrano italiano”.

L‘allarme è stato poi ridimensionato dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn che, in un incontro con i giornalisti a Bruxelles, ha voluto sottolineare i rendimenti in calo ai quali il Tesoro italiano ha collocato oggi 11 miliardi di Bot.

“Dopo un lungo periodo di incertezza le aste di oggi sono andate in una direzione migliore”, ha detto Rehn.

I tassi di interesse sulla scadenza annuale sono scesi di oltre 35 centesimi rispetto all‘asta del mese scorso, mentre quelli sulla scadenza trimestrale sono diminuiti a 0,243% dallo 0,765% dell‘ultima asta dello scorso ottobre.

Per la Commissione resta comunque centrale che l‘Italia persegua “un alto avanzo primario per porre il rapporto debito/pil su un sentiero di riduzione, nel pieno rispetto dei suoi impegni sul bilancio e del Patto di stabilità e crescita rafforzato”, noto come Fiscal Compact.

GOVERNO RIVEDE STIME DEBITO PER DARE OSSIGENO AD ECONOMIA

Il rapporto della Commissione esce nel giorno in cui il governo rivede al rialzo le proprie stime sul debito per il peggioramento dell‘economia e per pagare 40 miliardi di arretrati della Pubblica amministrazione alle aziende.

Il Documento di economia e finanza (Def) 2013-2017 pone il rapporto tra debito e Pil quest‘anno al 130,4% dal 126,1% previsto lo scorso settembre e lo stima in calo al 129% del Pil nel 2014 (dato rivisto da 123,1%).

L‘avanzo primario viene ridotto a 2,4% quest‘anno da 2,9% e leggermente aumentato il prossimo a 3,8%.

Ma, nonostante il peggioramento del quadro di finanza pubblica, l‘Italia dovrebbe uscire presto dalla procedura per deficit eccessivo aperta nel 2009 e potrà così avere maggiore spazio di manovra per spingere l‘economia in futuro.

Il perchè lo ha spiegato lo stesso Rehn.

“Quest‘anno crescita e occupazione sono fattori cruciali. Per questa ragione la commissione ha agito insieme al governo italiano per facilitare il pagamento dei debiti commerciali”, ha detto Rehn riferendosi ad una misura considerata fondamentale per ridare ossigeno alle imprese colpite dalla crisi ma che farà crescere lo stock di debito.

La Commissione europea fa capire quindi che tollererà il peggioramento dei saldi perchè il pagamento dei debiti della Pa è considerato “una delle misure di sostegno alla crescita e all‘occupazione”, ha detto Rehn commentando i nuovi target di debito.

A patto che l‘Italia mantenga il deficit sotto il 3% del Pil.

Nell‘illustrare il Def, il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli ha sottolineato che la dinamica del debito e della spesa pubblica è “compatibile” con i nuovi vincoli stabiliti dal Fiscal compact.

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