Italia, volatilità Cds aumenta artificiosamente costo finanziamento-Fmi

giovedì 11 aprile 2013 14:32
 

MILANO, 11 aprile (Reuters) - La volatilità dei credit default swap italiani ha l'effetto di incrementare "artificialmente" il costo del finanziamento sovrano del paese. E la volatilità dei Cds ha a sua volta, per l'Italia, una forte correlazione con quella dei Cds tedeschi e spagnoli.

A dirlo è il Fondo monetario internazionale, in uno dei capitoli del Global Financial Stability Report di aprile pubblicati oggi, in cui si conduce un'analisi sul potenziale destabilizzante del mercato dei Cds.

L'analisi Fmi spiega che nel caso specifico italiano (e in quello degli Stati Uniti, mentre i risultati lo escludono per la maggioranza delle economie avanzate), la volatilità residuale dei Cds sovrani tende a guidare quella dei titoli di Stato, e non viceversa: un'evidenza "coerente con la visione che la volatilità degli spread sui Cds incrementi artificialmente i costi di finanziamento sovrano".

Il capitolo 2 del rapporto si sofferma poi sulla correlazione tra i cds dei diversi paesi europei.

"C'è evidenza di significativi co-movimenti nella volatilità degli spread sui Cds sovrani tra alcuni paesi dell'area euro, specialmente durante i periodi di tensione" si legge.

L'Fmi procede con la definizione della 'volatilità residuale' dello spread su un Cds sovrano, ovvero quella parte di volatilità non spiegata da fattori specifici nazionali, ma legata a "fattori comuni di mercato" e a "effetti di contagio" derivanti dalla volatilità dei Cds di altri paesi dell'area euro.

Secondo l'analisi del Fondo, la volatilità residuale degli spread sui Cds italiani è riconducibile per circa tre quarti alla volatilità dei Cds tedeschi è per un altro 20% circa a quella dei Cds spagnoli.

Simili risultanze emergono per la Spagna, mentre per la Germania la volatilità residuale è determinata in larga parte - e per quote simili (circa un 40%) - dalla volatilità dei Cds italiani e spagnoli. Nei casi considerati è invece marginale l'effetto della volatilità dei Cds sovrani di altri paesi, quali Portogallo, Irlanda e Grecia.

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