Consiglio ministri vara domani il Def, debito/Pil 2013 verso 130%

martedì 9 aprile 2013 19:23
 

ROMA, 9 aprile (Reuters) - Il debito pubblico potrebbe
salire al 130% del Pil già nel 2013 a causa della crisi
economica e dei rimborsi alle imprese fornitrici della pubblica
amministrazione.
    Lo si saprà con certezza domani, quando il Consiglio dei
ministri approverà il nuovo Documento di economia e finanza
(Def), ma è questo che si può desumere incrociando i dati
contenuti nella Relazione al Parlamento con i nuovi obiettivi di
indebitamento.
    La base di partenza è il 2012, che ha visto il debito
pubblico salire in valore assoluto a 1.988,658 miliardi di euro.
A questo valore occorre ora aggiungere due voci: il fabbisogno
atteso dal Tesoro nel 2013 e i 20 miliardi di nuovo debito che
l'Italia deve emettere per liquidare alle imprese fatture di
importo analogo.
    Nella Relazione il Tesoro non fornisce un valore per il
fabbisogno, che è calcolato secondo il criterio contabile della
cassa, analogamente al debito.
    C'è invece l'indebitamento (in termini di competenza
economica) a legislazione vigente, pari a 38,341 miliardi.
    Indebitamento e fabbisogno sono indicatori molto vicini. Tra
i due aggregati per anni ci sono state differenze di peso,
nell'ordine di parecchi miliardi. Tuttavia, la forbice si è via
via ridotta e nel 2012 lo scostamento era di circa 1 miliardo.
    Tenendo conto che il ministero dell'Economia stima il Pil di
quest'anno a 1.573,2 miliardi, il debito dovrebbe raggiungere
circa il 130% del reddito nazionale a fronte del 127% registrato
nel 2012. Seguendo la stessa logica, nel 2014 il rapporto
dovrebbe scendere al 129%.
    I valori potrebbero essere più bassi se il Tesoro
confermasse l'impegno a dismettere patrimonio pubblico per un
punto di Pil all'anno, come prevedeva la Nota di Aggiornamento
al Def di fine settembre. Ma non è chiaro quanto sia praticabile
quest'ipotesi, visto che il governo di Mario Monti è in carica
per gli affari correnti e difficilmente può assumere impegni
vincolanti a nome del nuovo esecutivo, quale esso sia. 
    Il debito pubblico è in salita anche per i prestiti alla
Grecia e per la partecipazione italiana al finanziamento dei
fondi salva Stati europei Efsf ed Esm. Questa voce ha pesato per
29,5 miliardi nel 2012 e, in base al Def del 2012, dovrebbe
incidere ulteriormente nel 2013 in misura pari a 10,8 miliardi.
Al netto dei sostegni, quindi, l'Italia resterà sotto il 130%
del Pil.
    Ecco il quadro macroeconomico e gli obiettivi di finanza
pubblica resi noti finora dal Tesoro:
    
                            2013      2014   
     
PIL                        -1,3%     +1,3%   
DEFICIT/PIL *               2,9%      1,8%   
INTERESSI PASSIVI/PIL       5,3%      5,6%   
AVANZO PRIMARIO/PIL         2,9%      3,7%
    
    * L'indebitamento tendenziale è indicato nel 2013 al 2,4%
del Pil. La liquidazione dei debiti commerciali farà lievitare
l'obiettivo programmatico al 2,9%. Il valore del 2014 è
tendenziale.
    (Giuseppe Fonte)
    
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