Creditori verso allungamento 7 anni prestiti Irlanda, Portogallo

martedì 9 aprile 2013 17:39
 

BERLINO, 9 aprile (Reuters) - A Irlanda e Portogallo dovrebbero essere concessi 7 anni in più per ripagare i prestiti ottenuti dall'Unione Europea, in modo da facilitare il loro pieno ritorno ai mercati finanziari.

E' quanto raccomandano i rappresentanti dei creditori internazionali (Bce, Commissione Ue, Fmi e Efsf) in una bozza di documento preparatorio alla riunione dell'Ecofin informale al via venerdì a Dublino, che Reuters ha potuto visionare.

Se venisse accettata tale indicazione, Irlanda e Portogallo, che hanno ricevuto un bailout da parte dell'Unione europea nel 2010 e nel 2011, vedrebbero allungata la durata dei loro prestiti, che attualmente è di 12,5 anni per Dublino e tra 12,5 e 14,7 anni per Lisbona (a seconda di quale fondo europeo ha materialmente versato la liquidità).

Estendendo la scadenza dei prestiti, i pagamenti verrebbero spalmati in un arco temporale più lungo, riducendo gli oneri che gravano sui Paesi e permettendo loro di superare agevolmente il picco dei rimborsi.

L'Irlanda, infatti, deve effetture un roll-over di circa 20 miliardi di euro all'anno nel quadriennio 2016-2020, mentre al Portogallo servirà lo stesso ammontare per anno tra il 2015 e il 2021.

Visto il carattere informale del meeting di Dublino, dove il documento verrà presentato, probabilmente i ministri si limiteranno a dare solamente un supporto politico all'estensione dei prestiti per entrambe i paesi, mentre la decisione ufficiale avverrà il mese prossimo.

Ma mentre l'Irlanda è destinata probabilmente a ricevere pieno sostegno, la concessione di più tempo al Portogallo verrà probabilmente subordinata alla capacità di Lisbona di chiudere il gap nei conti di quest'anno, dopo che una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegali alcune delle misure varate dal governo per colmarlo.

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