9 aprile 2013 / 12:17 / 5 anni fa

PUNTO 2- Fiat, probabile fusione Chrysler entro giugno 2014 - AD

(riscrive aggiungendo dichiarazioni)

TORINO, 9 aprile (Reuters) - L‘AD Fiat Sergio Marchionne vede più del 50% di probabilità di chiudere la fusione con la controllata Usa Chrysler al suo decennale come AD del gruppo di Torino, quindi entro giugno 2014.

Marchionne ha escluso un aumento di capitale Fiat per la fusione con Chrysler, anche se nel medio-lungo periodo sarà necessario rafforzare il capitale di Fiat. In materia di cessioni “e’ tecnicamente possibile” vendere la quota del 2,8% in Fiat Industrial, ma al momento sulla questione non c‘e’ nessun piano.

Marchionne ha parlato durante e a margine dell‘assemblea degli azionisti durante la quale ha segnato i passi per arrivare alla fusione: sentenza del Tribunale del Delaware sulla contorversia con Veba, attesa nel secondo trimestre di quest‘anno; decisione finale sulle modalità a fine del 2013.

Il gruppo ha inoltre avanzato qualche dubbio sulla raggiungibilità dei target 2013, a causa della debolezza del mercato europeo, e ha detto che un aggiornamento sarà realizzato a fine mese con i risultati del trimestre.

Il gruppo utilizzerà liquidità Chrysler, che non può essere distribuita alla controllante Fiat a causa dei covenant sul debito, per gli investimenti a Melfi, che saranno complessivamente pari a un miliardo di euro.

FUSIONE ENTRO DECENNALE

“Generalmente non faccio scommesse, ma se dovessi direi che abbiamo piu’ del 50% di probabilita’ di chiudere l‘operazione entro giugno 2014”, ha detto Marchionne, in merito ai tempi della fusione. “Ci scommetterei”, ha aggiunto a margine a una nuova domanda sulla scadenza di giugno 2014.

Per quanto riguarda le modalità, “spero di avere chiarezza sul progetto di fusione e su come portarlo avanti a fine 2013” ha commentato l‘AD.

Le modalità dell‘operazione non potranno prescindere dalla decisione del Tribunale del Delaware sulla valutazione delle opzioni in mano a Fiat sulla partecipazione di Veba in Chrysler su cui le due parti hanno manifestato valutazioni differenti.

Marchionne ha sottolineato che il 40% del 41,5% di Chrysler in mano a Veba è oggetto delle opzioni che Fiat intende esercitare e spetta quindi al gruppo italiano, anche se si procedesse con la quotazione a Wall Street della società Usa.

Resta da verificare quale sarà la valutazione che di queste opzioni darà il Tribunale Usa.

RAFFORZAMENTO CAPITALE NEL MEDIO-LUNGO TERMINE

Secondo Marchionne, che ha escluso un aumento per la fusione con Chrysler, “nel medio-lungo termine sarà necessario rafforzare il capitale, stiamo studiando le modalita”.

L‘AD ha detto poi che non ci sono piani in merito e che, al momento, e’ “indifferente” sulle due opzioni possibili: cessione di asset o aumento di capitale.

La liquidità del gruppo è destinata a rimanere elevata.

“Il nostro livello di liquidità è enorme e ha costi molto elevati”, ha detto Marchionne.

“Ma riteniamo utile mantenerla a questi livelli fino a quando la situazione europea non trova certezze”, ha aggiunto, con riferimento alla crisi finanziaria e al rischio di un‘improvvisa restrizione del credito.

“Se poi dovessimo raggiungere un accordo per acquisire la quota di Veba in Chrysler, abbiamo la cassa disponibile” per finanziare l‘operazione, ha aggiunto.

“Non c‘è al momento necessità di fare un aumento di capitale per la fusione con Chrysler”, ha spiegato. L‘AD in passato ha fatto riferimento alla possibilità di cessione di asset.

POSSIBILE REVISIONE TARGET SU DEBOLEZZA EUROPA

“Le condizioni dei mercati nelle aree Nafta, Apac e in America Latina continuano a supportare le nostre proiezioni”, ha detto sin merito ai target finanziari del gruppo per il 2013, mentre “sull‘Europa ci sono significativi elementi di incertezza”.

“A fine aprile daremo le nuove previsioni per i mercati, ripartiti nelle diverse aree geografiche”, ha detto. “Non penso ci sarà una revisione totale dei target 2013”.

A MELFI INVESTIMENTI PER UN MILIARDO

Fiat ha in programma per lo stabilimento di Melfi, dove realizzerà due nuovi modelli, un Suv a marchio Jeep e la monovolume 500X, investimenti per circa un miliardo di euro, ripartiti con Chrysler.

“Gli investimenti previsti per Melfi sono di un miliardo di euro e verranno equamente suddivisi tra Fiat e Chrysler”, ha detto Marchionne.

In termini strategici Marchionne punta ancora su Ferrari “valore importante per i marchi generalisti”.

L‘AD ha detto che su Ferrari c‘e’ “un interesse spasmodico da parte dei tedeschi”, ma che la societa’ non e’ in vendita.

Un trasferimento del gruppo a Exor dopo la fusione di Fiat con Chrysler “non e’ all‘ordine del giorno”.

AUTO ITALIA A 1,3 MILIONI NEL 2013

Fiat, infine, ha rivisto le previsioni sul mercato dell‘auto italiano, che nel 2012, aveva toccato un minimo dal 1979, in ulteriore ribasso a 1,3 milioni di veicoli.

(Stefano Rebaudo)

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