9 aprile 2013 / 09:54 / 4 anni fa

PUNTO 1 - Debiti Pa, decreto oggi alla Camera. Imprese scontente

* Pdl e Pd annunciano emendamenti

* Confindustria vuole pagamenti più veloci

* Rimborsi a banche possibili con pro solvendo (Aggiunge Confindustria e contesto in coda)

ROMA, 9 aprile (Reuters) - Pubblicato ieri Gazzetta ufficiale ed entrato oggi in vigore, il decreto sui circa 40 miliardi promessi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione approda oggi alla Camera con i partiti che già si dichiarano pronti a presentare modifiche.

Il Pdl ha parlato ieri di "gravi criticità" e ha fissato per oggi incontri con Rete imprese Italia e Confindustria. Il Pd si mostra meno polemico, ma annuncia la sua buona dose di emendamenti.

Per capire l'umore del Parlamento bisognerà aspettare le 15,00, quando la Camera dovrebbe attribuire alla commissione speciale la competenza sul decreto. Nel corso del dibattito i partiti potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle possibili modifiche al provvedimento.

Lo schema dell'operazione solleva perplessità nel mondo delle imprese. Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, dice che l'articolato processo amministrativo previsto dal governo "rischia di allungare i tempi" di pagamento e chiede alle Camere "le necessarie correzioni".

Il decreto rimanda al varo di alcuni provvedimenti attuativi e prevede che sia il Tesoro a ripartire la quota dei pagamenti tra le varie amministrazioni territoriali.

"La priorità è far sì che i soldi arrivino subito alle imprese, visto che la situazione dell'economia reale è drammatica e non possiamo aspettare", ha detto la dirigente di Viale dell'Astronomia parlando a Canale 5.

Alle associazioni datoriali, soprattutto a Rete imprese Italia, non piace neppure che la soglia massima di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali iscritti a ruolo salga a 700.000 euro dagli attuali 516.000 ma solo dal 2014.

Gli 1,25 miliardi di oneri del prossimo anno troveranno copertura con parte delle risorse destinate ai pagamenti. Pur senza dirlo esplicitamente, sabato 8 aprile il governo aveva alimentato l'aspettativa che i nuovi criteri per la compensazione fossero aggiuntivi rispetto ai 40 miliardi.

PAGAMENTI ANCHE A BANCHE PER CESSIONI PRO SOLVENDO?

Lo schema messo a punto dall'esecutivo delude soprattutto le banche, che hanno scontato pro soluto circa 9 miliardi di crediti commerciali ma dovrebbero vedersi liquidare le fatture nel 2014 attraverso titoli di Stato.

Secondo Gianluca Garbi, amministratore delegato di Banca Sistema, c'è "il rischio che le cessioni pro soluto effettuate nel passato possano venire annullate".

"Prima del decreto un credito pro soluto nei confronti della pubblica amministrazione era liquido, certo ed esigibile e 'pari passu' con gli altri crediti. Adesso non lo è più perchè il decreto prevede che nel 2013 si pagheranno solo crediti in mano alle imprese", ha detto Garbi in un'intervista a Reuters.

Il governo, tuttavia, non sembra aver chiuso del tutto la porta alle istanze degli istituti di credito. L'articolo 6, nel disciplinare i pagamenti, dà la priorità "ai crediti non oggetto di cessione pro soluto". È possibile quindi che le banche si vedano pagare parte dei crediti acquistati con la formula del pro solvendo, che mantiene un'obbligazione in capo all'impresa cedente.

Il percorso parlamentare si presenta insidioso per il governo uscente di Mario Monti. La liquidazione dei debiti è un'operazione finanziata con l'emissione di nuovo debito "fino a 20 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014", dice l'articolo 12.

Stretto tra l'esigenza di stimolare un'economia anemica e mantenere saldo il controllo delle finanze pubbliche, il governo ha alzato al 2,9% del Pil l'obiettivo di indebitamento del 2013, appena 0,1 punti percentuali sotto la soglia massima fissata dal Trattato di Maastricht.

Se gli emendamenti dovessero mettere sotto pressione i nuovi saldi, la Commissione europea potrebbe chiedere all'Italia ulteriori garanzie nel valutare se chiudere a maggio la procedura per deficit eccessivo.

(Giuseppe Fonte)

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