April 5, 2013 / 4:34 PM / 4 years ago

Debiti Pa, Tesoro pronto a "correttivi" per ridurre deficit - bozza

4 IN. DI LETTURA

* Governo non vuole mettere a rischio chiusura procedura Ue

* Ruolo Cdp per velocizzare pagamenti dei comuni in rosso

* Le Regioni dovranno garantire la restituzione dei prestiti

ROMA, 5 aprile (Reuters) - Il ministero dell'Economia adotterà interventi "correttivi urgenti" qualora la liquidazione dei 40 miliardi promessi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione dovesse portare l'indebitamento vicino al 3% del Pil nei prossimi due anni.

Lo prevede la bozza aggiornata del decreto legge che il Consiglio dei ministri esaminerà domani alle 9,30.

Il testo conferma che i 40 miliardi saranno ripartiti a metà tra 2013 e 2014 ma, secondo fonti politiche, l'esecutivo starebbe valutando di modificare lo schema dell'operazione aumentando la quota di fatture da pagare quest'anno.

Al netto delle risorse che gli enti locali in avanzo di cassa si vedranno sbloccare, la copertura deriva da "emissioni di titoli di Stato". I maggiori interessi sul debito saranno compensati da una "corrispondente riduzione lineare" dei bilanci ministeriali.

La bozza spiega che il Tesoro monitorerà i pagamenti e, "qualora emerga il rischio di mancato raggiungimento dell'obiettivo programmatico, rimodulerà le spese autorizzate o adotterà provvedimenti correttivi urgenti".

Il rimborso dei debiti farà lievitare al 2,9% del Pil l'indebitamento in rapporto al Pil del 2013.

La Commissione europea sta esercitando pressioni sul governo di Mario Monti affinché mantenga sotto il 3% il rapporto deficit/Pil nei prossimi due anni e non comprometta la chiusura della procedura per deficit eccessivo.

La bozza conferma con alcune novità il piano annunciato. I comuni e le province che hanno avanzi di cassa potranno pagare i debiti "liquidi ed esigibili" relativi a spese in conto capitale "mediante un allentamento del patto di stabilità per un importo complessivo di 5 miliardi".

Paletti Rigidi Per I Prestiti Alle Regioni in Rosso

Sarà un decreto del Tesoro a individuare, per ciascun ente locale, "gli importi da escludere dal patto di stabilità interno".

I Comuni e le province che non possono far fronte ai pagamenti potranno bussare alla porta della Cassa depositi e prestiti, chiedendo anticipazioni di liquidità. La Cdp raccoglierà le risorse necessarie da un fondo finanziato con 2 miliardi a disposizione sia quest'anno che il prossimo.

I sindaci dovranno evitare di liquidare fatture in misura "superiore a quanto effettivamente necessario", altrimenti incorreranno in sanzioni. Spetterà alla Corte dei conti intervenire con multe "pari a due mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e previdenziali, per i responsabili dei servizi interessati".

Per pagare i debiti "diversi da quelli finanziari e sanitari", le Regioni e le province autonome prive di risorse attingeranno a un secondo fondo che avrà una dotazione di 3 miliardi nel 2013 e di 5 miliardi nel 2014. La copertura è assicurata "mediante emissioni di titoli di Stato".

A fronte del prestito, gli amministratori dovranno mettere a punto "misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso", in pratica una manovra correttiva. I più rigidi paletti che il Tesoro ha introdotto per le Regioni in rosso sono probabilmente conseguenza della levata di scudi contro l'aumento dell'addizionale sull'Irpef, previsto in una prima bozza del decreto.

Nel caso dei debiti sanitari, la bozza conferma pagamenti pari a 14 miliardi in due anni (5 più 9) sempre mediante gli anticipi di liquidità del Tesoro.

Il decreto rende poi "esenti da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo" le cessioni dei crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni.

(Giuseppe Fonte)

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