3 aprile 2013 / 17:08 / tra 5 anni

PUNTO 2-Parlamento eleggerà nuovo Capo dello Stato dal 18 aprile

* Centrosinistra cerca largo consenso per Quirinale

* Lega apre a Bonino

* Pdl attende incontro Bersani/Berlusconi (Aggiunge Carfagna su Bonino)

ROMA, 3 aprile (Reuters) - La seduta congiunta del Parlamento, integrato dai delegati regionali, per eleggere il nuovo Capo dello Stato potrà avere luogo da giovedì 18 aprile, ha annunciato l‘ufficio stampa della Camera, mentre prosegue lo stallo politico seguito alle elezioni di febbraio.

La nomina del nuovo inquilino del Quirinale è diventata il primo punto dell‘agenda politica italiana e il banco di prova per fare o meno il governo, dopo la decisione di Giorgio Napolitano di costituire due commissioni di saggi per favorire una intesa tra le forze politiche ad oggi preclusa e di lasciare nel frattempo Mario Monti a palazzo Chigi.

In base alla Costituzione, il presidente della Repubblica viene eletto nei primi tre scrutinii con una maggioranza di due terzi e dopo il terzo scrutinio con la maggioranza assoluta.

In tutto dunque il nuovo inquilino del Quirinale sarà eletto da 1.007 rappresentanti e la maggioranza qualificata sarà di 671 voti e quella assoluta sarà di 505 voti. Pd, Sel e Centro democratico contano 495 voti, una decina in meno di quanto necessario dalla quarta votazione, ma Pier Luigi Bersani ha ribadito ieri che intende contribuire alla nomina di un presidente con i due terzi dei voti.

I rapporti tra Pd e Pdl si sono ulteriormente irrigiditi dopo che il Pd ha accusato Silvio Berlusconi di aver fatto fallire il tentativo di Bersani di formare un nuovo governo per aver chiesto un uomo di centrodestra al Colle in cambio di un uomo del Pd a Chigi.

Secondo fonti del Pd i nomi fatti dal Pdl per il Quirinale sarebbero stati quelli dell‘ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, dell‘ex presidente del Senato Marcello Pera e dall‘ex ministro degli Esteri Franco Frattini.

Ma per Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle che insieme a Pd e Pdl rappresenta una delle tre minoranze di blocco presenti in Parlamento, le trattative tra centrosinistra e centrodestra per un nome condiviso per il Quirinale “sono in uno stato avanzato”.

RIUNIONE PDL INTERLOCUTORIA

Una fonte parlamentare del Pdl ha riferito a Reuters che la riunione di oggi dei gruppi parlamentari del Pdl è stata interlocutoria e l‘attesa è rivolta al possibile incontro fra Bersani e Berlusconi, avanzato ieri da Bersani, come possibilità per sbloccare l‘attuale stallo politico.

Sempre secondo il comico genovese, che ha avviato le procedure per far votare on line il candidato M5s per il Colle, “il Pdl vuole un presidente di garanzia, un salvacondotto per i processi dello psiconano e il pdmenoelle vuole anch‘esso un presidente di garanzia, che lo tuteli dalla prossima bomba termonucleare Mps”.

Insomma, “non un Pertini, ma neppure più modestamente un Prodi che cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche”.

Il nome dell‘ex presidente del Consiglio e della Commissione europea è tra quelli emersi nelle scorse settimane tra i papabili per la presidenza della Repubblica.

Vista la contrarietà espressa dal Pdl nei suoi confronti, la nomina di Prodi sancirebbe la rottura definitiva tra Pd e Pdl.

Altre personalità provenienti dal Pd ma considerate più digeribili sono considerate l‘ex presidente del Consiglio Massimo D‘Alema, l‘ex presidente della Camera Luciano Violante e l‘ex presidente del Consiglio Giuliano Amato.

Per molti, però, sarebbe arrivato il momento per l‘Italia di eleggere un Presidente della Repubblica donna. In questo caso i nomi che si fanno includono l‘ex commissario europeo radicale Emma Bonino, e le due attuali ministre di Interno e Giustizia, Anna Maria Cancellieri e Paola Severino.

“Bonino al Quirinale? Potrebbe anche essere”, ha detto il senatore del Carroccio Massimo Garavaglia, intervistato da Radio Radicale. La radicale raccoglie i consensi anche di un altro esponente del centrodestra, Mara Carfagna: “E’ giunto il tempo di una donna al Quirinale. Personalmente penso a Emma Bonino, figura di garanzia e rinnovamento”, ha detto a SkyTg24.

(Roberto Landucci, Paolo Biondi)

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