3 aprile 2013 / 09:16 / 4 anni fa

PUNTO 3-Debiti Pa, decreto entro lunedì, subito 7 mld

* Varo decreto ritardato per nodo copertura

* Monti ribadisce a Rehn impegno per deficit sotto 3% Pil

* Tares scatta a dicembre, comuni soddisfatti

* Grilli assicura che non ci sarà nessun aumento imposte (Aggiunge commenti Grilli)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 3 aprile (Reuters) - Il decreto legge sui 40 miliardi promessi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione vedrà la luce entro lunedì e 7 miliardi saranno immediatamente disponibili.

È questo l'impegno che il governo ha assunto con i Comuni dopo essersi preso più tempo per riscrivere il provvedimento, mentre la Commissione europea preme affinché l'Italia mantenga il deficit sotto il 3% del Pil anche nei prossimi anni.

"Il decreto si farà entro questa settimana o al massimo lunedì. Saranno immediatamente disponibili 7 miliardi", ha spiegato il presidente dei sindaci italiani, Graziano Delrio, parlando con i cronisti al termine dell'incontro con il governo.

Il Consiglio dei ministri sul varo del provvedimento era previsto per questa mattina alle 10,00. Dopo un primo rinvio alle 19,00, Palazzo Chigi ha sconvocato la riunione parlando dell'opportunità di "proseguire gli approfondimenti necessari" alla definizione del testo, anche "a seguito delle articolate risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato".

IL NODO DELLE REGIONI IN ROSSO DIETRO IL RINVIO

Alla base del rinvio, secondo fonti parlamentari, vi sarebbe il nodo della copertura. Lo schema dell'operazione prevede che il Tesoro fornisca anticipazioni di cassa alle Regioni e agli enti locali in disavanzo.

Ma "alcune Regioni hanno fatto presente che sono incapienti e non sarebbero quindi riuscite a restituire gli anticipi", spiega una delle fonti.

A quel punto il Tesoro ha ipotizzato, su richiesta dei governatori, di anticipare al 2013 l'aumento dell'addizionale regionale sull'Irpef previsto nel 2014, misura presente in una bozza del decreto filtrata ieri.

Il Parlamento ha però bocciato questa soluzione perché avrebbe scaricato sui contribuenti il costo di parte dei rimborsi alle imprese.

"Sarebbe inaccettabile", ha detto il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina.

"È una roba contro cui tutte le persone ragionevoli farebbero giustamente le barricate", ha commentato il coordinatore del Pdl, Daniele Capezzone.

Secondo le fonti, scartata l'ipotesi Irpef, il ministero dell'Economia ha chiesto più tempo per trovare soluzioni alternative.

"Questo decreto non conterrà aumenti di imposta", ha detto in serata il ministro dell'Economia Vittorio Grilli confermando il varo del provvedimento in "pochissimi giorni".

"Per metà maggio dovrebbero essere fatti i primi pagamenti" che riguarderanno "una posta importante", ha aggiunto.

MONTI TELEFONA A REHN: DEFICIT RESTERA' SOTTO 3% PIL

Monti, ha spiegato Delrio, non ha partecipato all'incontro perché era impegnato in una telefonata con il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn.

Il presidente del Consiglio ha ribadito al commissario l'impegno dell'Italia a mantenere l'indebitamento sotto il 3% del reddito nazionale nonostante l'operazione di rimborso dei debiti della Pa.

Rehn, secondo una nota del suo portavoce Olivier Bailly, ha preso nota di questo passo avanti positivo e ha chiesto ai suoi uffici di esaminare immediatamente i termini del decreto".

Il governo vuole alzare al 2,9% l'obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013 a fronte di un tendenziale del 2,4%. Il margine di 0,5 punti servirà a liquidare 20 miliardi di debiti commerciali pregressi quest'anno.

Altri 20 miliardi arriveranno nel 2014 ma l'impatto sui conti pubblici sarà limitato al debito pubblico, senza appesantire il deficit.

Tuttavia, in base alle conclusioni del Consiglio europeo di metà marzo, l'Italia potrà aumentare l'indebitamento e rimborsare i debiti commerciali solo se uscirà dalla procedura per deficit eccessivo avviata dalla Commissione europea nel 2009.

La promozione dei conti pubblici italiani richiede che Bruxelles collochi il disavanzo sotto il 3% del Pil sia nel 2013 sia nel 2014 e il verdetto arriverà tra aprile e maggio.

La riscrittura del decreto servirà anche a individuare i necessari presidi per tenere sotto controllo l'indebitamento, riferisce una seconda fonte parlamentare.

TARES SLITTA A DICEMBRE

I comuni incassano dal governo anche l'impegno a rinviare da luglio a dicembre l'applicazione della Tares, la nuovi tassa sui rifiuti e sui servizi urbani. La misura dovrebbe confluire nel decreto sui debiti commerciali.

I sindacati hanno chiesto di congelare l'imposta temendo l'impatto che le scadenze fiscali estive potranno avere su redditi e consumi. A giugno, infatti, si dovranno pagare anche Irpef e Imu mentre dal primo luglio l'aliquota Iva del 21% salirà di un punto percentuale.

Anche le imprese criticano la Tares. La Confcommercio ha calcolato un rincaro del 290% in media per le varie attività commerciali.

Il pagamento della Tares, ha spiegato Delrio, dovrebbe iniziare dal prossimo maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti dalla legge verranno applicati solo da dicembre.

"La maggiorazione di 0,30 euro andrà direttamente allo Stato. A luglio si pagheranno Tarsu e Tia", ha aggiunto il presidente dell'Anci.

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