2 aprile 2013 / 10:39 / 4 anni fa

PUNTO 2-Debiti Pa, dopo ok Camere, domani governo vara decreto

* Il Parlamento vota aumento deficit 2013 al 2,9% del Pil

* Roma non può pagare le fatture senza l'avallo da parte della Ue

* Presto il Def. Monti studia il nodo della Tares (Aggiorna con voto Camere e convocazione cdm)

ROMA, 2 aprile (Reuters) - Il Consiglio dei ministri si riunirà domani mattina alle 10 per il varo del decreto legge sui 40 miliardi promessi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

Lo rende noto palazzo Chigi dopo che la convocazione era stata anticipata in mattinata da una fonte governativa spiegando che "il provvedimento è pronto" dopo il via libera preventivo di Camera e Senato oggi pomeriggio per procedere.

Il governo ha alzato al 2,9% l'obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013 a fronte di un tendenziale del 2,4%.

Il margine di 0,5 punti servirà a liquidare 20 miliardi di crediti commerciali pregressi quest'anno. Altri 20 miliardi arriveranno nel 2014 ma l'impatto sui conti pubblici sarà limitato al debito pubblico, senza appesantire il deficit.

Camera e Senato si sono riunite nel pomeriggio ed hanno votato entrambe con amplissime maggioranze due mozioni unitarie (sulle quali è convenuto anche il Movimento 5 stelle dopo i distinguo della scorsa settimana nelle commissioni speciali) di approvazione della relazione del governo sui nuovi obiettivi programmatici. Il nuovo articolo 81 della Costituzione, infatti, vincola l'esecutivo a chiedere il via libera del Parlamento qualora, per gravi recessioni o altri eventi eccezionali, sia necessario deviare temporaneamente dal pareggio di bilancio strutturale.

IL FRONTE EUROPEO

Il governo spera che il rimborso dei debiti produca un effetto favorevole sulla dinamica del Pil facendo ripartire più rapidamente la domanda interna già dalla metà dell'anno in corso.

Lo schema prevede che i comuni paghino 12 miliardi nel 2013 e 7 nel 2014, il sistema sanitario nazionale 5 più 9 miliardi e lo Stato centrale 3,5 miliardi l'anno.

Esiste tuttavia il rischio che le imprese debbano attendere ancora diverse settimane per vedersi saldare le prime fatture.

In base alle conclusioni del Consiglio europeo di metà marzo, l'Italia potrà aumentare l'indebitamento solo se uscirà dalla procedura per deficit eccessivo avviata dalla Commissione europea nel 2009 e il verdetto arriverà tra aprile e maggio.

La promozione dei conti pubblici italiani richiede che Bruxelles collochi il disavanzo sotto il 3% del Pil sia nel 2013 sia nel 2014.

A fine febbraio scorso la Commissione europea vedeva il deficit italiano stabilizzarsi al 2,1% sia quest'anno che il prossimo.

Da allora però la congiuntura è peggiorata. Il persistere della crisi potrebbe ridurre il gettito fiscale peggiorando ulteriormente i saldi di bilancio.

Sia Bankitalia sia l'Istat hanno avvertito il governo che l'economia potrebbe contrarsi nel 2013 più del -1,3% indicato nella relazione al Parlamento.

L'AGENDA ECONOMICA DI MONTI: DEF E TARES

Sabato scorso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato due gruppi di esperti incaricati di trovare un programma di governo su cui le principali forze politiche possano convergere. Nel frattempo, ha voluto sottolineare il Capo dello Stato, il governo di Mario Monti "è tutt'ora in carica benché dimissionario e non sfiduciato dal Parlamento".

In questa fase supplementare del suo governo, Monti dovrà presentare alle Camere - forse già la prossima settimana - il Def, il Documento di economica e finanza che aggiorna il quadro macroeconomico e di finanza pubblica lungo l'intera legislatura.

L'ex commissario europeo potrebbe poi dover mettere mano al dossier della Tares, la Tariffa rifiuti e servizi che da luglio sostituirà Tarsu e Tia producendo un aggravio d'imposta stimato dal Tesoro in 1 miliardo l'anno.

I sindacati hanno chiesto di congelare l'imposta temendo l'impatto che le scadenze fiscali estive potranno avere su redditi e consumi. A giugno, infatti, si dovranno pagare anche Irpef e Imu mentre dal primo luglio l'aliquota Iva del 21% salirà di un punto percentuale.

Anche le imprese criticano la Tares. La Confcommercio ha calcolato un rincaro del 290% in media per le varie attività commerciali.

Il governo aveva già esaminato la scorsa settimana un decreto legge per rinviare al 2014 la Tares ma alla fine non ha assunto alcuna decisione.

La fonte tende a escludere che questo decreto possa vedere la luce domani.

(Giuseppe Fonte)

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