29 marzo 2013 / 12:57 / tra 4 anni

PUNTO 4-Governo, Pd si rimette a decisioni Napolitano

* Capo dello Stato si prende momento riflessione

* Pd respinge governissimo, si rammarica per no a Bersani

* Berlusconi rilancia idea governo politico larghe intese

* Grillo conferma contrarietà a governo politico, pseudo-tecnico (Aggiorna con termine consultazioni, Letta)

di Francesca Piscioneri e Antonella Cinelli

ROMA, 29 marzo (Reuters) - Al termine della giornata di consultazioni dei partiti al Quirinale, la parola sulla formazione del nuovo governo passa al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è preso un momento di riflessione.

Il Pd, che senza la maggioranza in Senato ha tentato per cinque giorni invano di convincere gli altri partiti a consentire la nascita di un governo presieduto da Pier Luigi Bersani, ha rifiutato la controproposta di un esecutivo di larghe intese avanzata dal Pdl di Silvio Berlusconi e ora dice di affidarsi alle scelte del Quirinale.

“I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con i partiti politici tradizionali”, ha detto il vicesegretario del Pd Enrico Letta al termine delle consultazioni del presidente della Repubblica.

Letta ha aperto, però, alla possibilità di formare un governo non più presieduto da Bersani, ma scelto dal presidente della Repubblica tra eminenti personalità pubbliche, scartando l‘ipotesi del ritorno immediato alle urne.

“Al presidente della Repubblica abbiamo espresso fiducia piena nei suoi confronti, dicendo che non mancherà il nostro supporto responsabile alle sue decisioni”, ha precisato Letta.

“L‘idea di rivotare con l‘attuale legge elettorale è profondamente sbagliata”, ha aggiunto.

Al termine delle consultazioni non ha fatto seguito fino a tarda serata alcuna comunicazione ufficiale del Quirinale. Fonti vicine alla presidenza hanno riferito che il capo dello Stato si prenderà un momento di riflessione.

Ricevuto per primo stamani al Colle, il Pdl di Silvio Berlusconi ha ribadito la propria disponibilità a un governo politico con il Pd, la Lega e Scelta civica. Porta chiusa, invece, a esecutivi cosiddetti di scopo, e tanto meno tecnici.

Stesso messaggio è arrivato da parte dei centristi di Mario Monti favorevoli al governissimo, che addirittura propongono a Napolitano ulteriori “esplorazioni per verificare le compatibilità programmatiche tra i partiti”.

META’ ITALIANI A FAVORE DI NUOVE ELEZIONI

Nulla di nuovo nemmeno sul fronte Movimento 5 Stelle che ha ribadito di volere un proprio esecutivo escludendo qualunque ipotesi di governo “politico o pseudo tecnico”.

Berlusconi ha negato che vi sia stata alcuna “discussione o nostra posizione per il Quirinale”, considerando che il mandato di Napolitano scade il 15 maggio.

“E’ nella logica delle cose che se si fa un governo di coalizione insieme, si deve discutere insieme sul miglior presidente della Repubblica”, ha spiegato il leader del Pdl.

Dato l‘esito elettorale di tre minoranze parlamentari di blocco, “si impone un governo di larghe intese assolutamente politico vista anche l‘esperienza tragica del governo dei tecnici”, ha risposto Berlusconi a chi chiedeva se fosse disponibile a un governo istituzionale o di scopo.

Il leader della Lega, Roberto Maroni, ha spiegato che il suo partito è disponibile “a un governo di coalizione politico e non tecnico... mille volte meglio le elezioni”.

Secondo un sondaggio Swg, il 50% degli italiani vorrebbe tornare subito al voto e solo uno su tre è favorevole a un governo Pd-Pdl, seppure a termine.

Tra i leader politici, il sindaco di Firenze del Pd, Matteo Renzi, sbaraglia la concorrenza con il 55%.

Berlusconi oggi ha detto che come capo del governo “va bene assolutamente Bersani”, ma ha aperto anche ad “altre candidature” proposte dal Pd.

Renzi, attraverso i suoi collaboratori, ha fatto sapere di non essere coinvolto nel tentativo di formare un governo, smentendo le voci secondo cui al sindaco di Firenze sarebbe stata chiesta la disponibilità a guidare un esecutivo. Il sindaco segue le vicende politiche da Firenze attraverso la stampa ed è “fuori dai giochi”.

Tuttavia, Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e sostenitore di Renzi, ha osservato che se il tentativo di Bersani dovesse fallire non si andrebbe al voto.

- Ha collaborato Roberto Landucci

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below