28 marzo 2013 / 13:42 / 4 anni fa

PUNTO 1-Bankitalia per politiche efficaci, non esclude nuove tensioni

* Stime governo soggette a "considerevole incertezza"

* Non "pregiudicare" chiusura procedura deficit eccessivo

* Totale debiti Pa 90 mld a fine 2011, 5,8% del Pil (Accorpa pezzi e aggiunge dichiarazioni)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 28 marzo (Reuters) - L'economia italiana potrebbe scendere nel 2013 più dell'1,3% indicato dal governo se "si riacutizzassero le tensioni sui mercati o se la ripresa dell'economia globale tardasse a manifestarsi".

L'avvertimento arriva dalla Banca d'Italia che sollecita il governo a concentrarsi su "politiche economiche efficaci e credibili" per "interrompere la spirale recessiva in atto quasi ininterrottamente dal 2008.

A parlare è stato il direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali di via Nazionale, Daniele Franco, nel corso di un'audizione in Parlamento sugli effetti del piano per rimborsare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione 40 miliardi di crediti commerciali.

L'operazione annunciata dal governo "potrà migliorare le condizioni finanziarie di molte imprese ed essere di stimolo alla crescita dell'economia", dice Franco parlando di "un impatto certamente positivo".

NON PREGIUDICARE CHIUSURA PROCEDURA DEFICIT ECCESSIVO

Il ministero dell'Economia ha previsto che il rimborso dei debiti ridurrà a -1,3 da -1,5% la dinamica negativa del Pil prevista per quest'anno e rafforzerà di 0,7 punti la ripresa del 2014, anno nel quale il governo stima un tasso di crescita dell'1,3%.

Uno scenario che Bankitalia giudica "non implausibile", ma soggetto a "considerevole incertezza".

È poi "importante" che l'operazione non "pregiudichi la chiusura della procedura per disavanzi eccessivi, resa possibile dal conseguimento nel 2012 di un indebitamento netto pari al 3% del Pil", ha aggiunto Franco.

Roma, infatti, potrà aumentare l'indebitamento solo se uscirà dalla procedura. La promozione dei conti pubblici italiani richiede che la Commissione europea collochi il disavanzo sotto il 3% del Pil sia nel 2013 sia nel 2014.

Non è invece così chiaro al momento se i pagamenti incideranno "ai fini del rispetto della regola europea sul debito": l'obbligo di ridurre il rapporto debito/Pil in misura pari a un ventesimo l'anno calcolato sulla quota eccedente il 60% del reddito nazionale.

L'estinzione dei debiti commerciali, infatti, "potrebbe essere considerata tra i fattori mitiganti previsti dal Patto di stabilità e crescita". In ogni caso, prosegue Franco, i pagamenti "non dovrebbero avere un effetto rilevante sul rispetto della regola (che sarà valutato per la prima volta nel 2016) nella prospettiva forward-looking, ovvero con riferimento alla dinamica del debito del triennio 2015-2017".

90 MLD DI DEBITI TOTALI, 20-25 FISIOLOGICI

Franco ha spiegato che Bankitalia ha rivisto le sue elaborazioni sul totale dei debiti commerciali pregressi e adesso stima uno stock a fine 2011 di "circa 90 miliardi, il 5,8% del Pil".

"Oltre il 10% del totale è stato ceduto a intermediari finanziari con clausola pro soluto e pertanto è già incluso nel debito pubblico", ha aggiunto.

Il governo ha alzato al 2,9% l'obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013 a fronte di un tendenziale del 2,4%. Il margine di 0,5 punti servirà per liquidare 20 miliardi di debiti pregressi. Gli altri 20 miliardi del 2014 impatteranno solo sul debito pubblico, senza appesantire il deficit.

La liquidazione di tutti i restanti debiti commerciali aumenterebbe temporaneamente il deficit di altri 0,5 punti di Pil, stima Franco ricordando che la manovra incide sull'indebitamento solo per la parte di rimborsi che riguarda le spese in conto capitale.

"C'è una parte comunque fisiologica, 20-25 miliardi, che avremmo anche se le pubbliche amministrazioni pagassero sempre in 30-60 giorni" e che di conseguenza non è eliminabile, ha specificato il dirigente della Banca d'Italia.

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