March 28, 2013 / 11:59 AM / 4 years ago

PUNTO 2 - Italia, limite 3% deficit/Pil "invalicabile" - Grilli

5 IN. DI LETTURA

* Monitoraggio per mantenere deficit sotto tetto 3%

* Prima tranche rimborsi attraverso Comuni

* Ceduti a banche 9 mld di debiti Pa pro soluto

* Nessuna notizia su downgrade Moody's (Aggiunge contesto all'ottavo paragrafo)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 28 marzo (Reuters) - Il limite del 3% nel rapporto tra deficit e Pil "è invalicabile" e il governo annuncia "azioni di monitoraggio" in corso d'anno per garantire che l'Italia rispetti i parametri del Patto di stabilità europeo.

Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, si mostra fiducioso sul fatto che "l'Italia possa uscire dalla procedura per deficit eccessivo" avviata nel 2009 dalla Commissione europea e conferma l'impegno a raggiungere quest'anno il pareggio di bilancio strutturale, cioè al netto del ciclo e delle misure una tantum.

Giovedì scorso il governo ha alzato al 2,9% l'obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013 a fronte di un tendenziale del 2,4%.

Il margine di 0,5 punti servirà per liquidare 20 miliardi di crediti pregressi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazioni. Altri 20 miliardi arriveranno nel 2014 ma l'impatto sui conti pubblici sarà limitato al debito pubblico, senza appesantire il deficit.

"Questo 2,9% deve essere gestito con attenzione, quello che stiamo cercando di fare è un sistema a stadi che consenta di avere un monitoraggio e un controllo perché non si sfondi", ha detto il ministro in un'audizione in Parlamento.

"I meccanismi sono estremamente complessi. La logica che noi cercheremo di proporre è un decreto legge immediatamente applicativo dando subito la possibilità di pagare a chi ha avanzi di gestione", ha aggiunto Grilli confermando che il primo passo dell'operazione si tradurrà in un allentamento del Patto di stabilità interno per i Comuni.

"I comuni pagheranno 12 miliardi nel 2013 e 7 nel 2014, il sistema sanitario nazionale 5 più 9 miliardi e lo Stato centrale 3,5 miliardi l'anno che sono essenzialmente crediti fiscali", ha dettagliato Grilli.

Camera e Senato voteranno martedì 2 aprile la relazione del governo sui nuovi obiettivi programmatici. Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto già la settimana prossima, secondo il presidente della commissione speciale di Montecitorio Giancarlo Giorgetti (Lega).

Grilli Spera in Impatto Positivo Su Agenzie Rating

Il rimborso dei debiti produrrà "un effetto favorevole" sulla dinamica del Pil facendo ripartire "più rapidamente la domanda interna già dalla metà dell'anno in corso".

L'effetto espansivo dovrebbe ridurre a -1,3 da -1,5% la dinamica negativa del Pil prevista per quest'anno e rafforzare di 0,7 punti la ripresa del 2014, anno nel quale il governo stima un tasso di crescita dell'1,3%.

Grilli si è augurato che l'operazione possa avere "un impatto positivo" sui giudizi nei confronti dell'Italia e ha detto di non essere consapevole di alcun declassamento a breve del giudizio di merito sul debito italiano da parte dell'agenzia di rating Moody's, come riportato da alcuni rumour di mercato dei giorni scorsi.

"Non ho nessuna notizia in merito", ha risposto il ministro a margine dell'audizione.

Tornando a parlare dei debiti commerciali, Grilli ha precisato che una parte del portafoglio risulta già ceduto (pro solvendo o pro soluto) alle banche, fattore che ha alimentato polemiche in Parlamento. Il Movimento 5 stelle, infatti, ha definito l'operazione del governo una "generosa, ennesima regalia alle banche".

"Ad oggi ci risulta dai dati dell'Abi che i pro soluti dovrebbero essere circa 9 miliardi al 31 dicembre 2012", ha detto il ministro.

"Sarebbe pericoloso introdurre il principio che le banche non vengano pagate" ma "si può pensare a una sequenza per cui innanzitutto la liquidità va alle imprese e in seconda battuta alle banche", ha aggiunto Grilli ipotizzando anche ulteriori tranche di rimborso dopo i primi 40 miliardi.

"Le nostre stime sono superiori a 40 miliardi, ma una parte di questo stock è fisiologica. Partendo da questi 40 potremmo essere in grado, se necessario, di prevedere un'ulteriore tranche ampliando il meccanismo", ha spiegato il ministro.

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