Italia, gestori più cauti su debito, borsa, Cipro complica stallo

mercoledì 27 marzo 2013 17:49
 

MILANO, 27 marzo (Reuters) - L'incertezza politica sancita dalle elezioni italiane non è stata senza conseguenze per gli investitori: se c'è chi scommette su una fase transitoria e ne approfitta per comprare sui ribassi, buona parte dei gestori interpellati da Reuters è intervenuta diversamente sugli asset del Bel Paese, ad esempio sottopesando Piazza Affari e accorciando le scadenze sulla curva Btp.

"Su qualche posizione abbiamo accorciato le scadenze ritornando sulla parte a breve - quella protetta dalla Bce - e abbiamo coperto la parte lunga della curva in versione tattica con i futures", in attesa che lo scenario si chiarisca e "si possa tornare ad aprire al rischio Italia", ha spiegato Nicola Trivelli, CEO di Sella Gestioni sgr.

Nessuno smobilizzo di portafoglio, dunque, ma un riposizionamento intorno al benchmark di un deciso sovrappeso iniziato appena prima delle elezioni per incassare i ritorni accumulati. Il movimento di riduzione è avvenuto simmetricamente anche sull'azionario.

"Sulla borsa italiana i dubbi ci sono perché il 2013 sarà ancora un anno di recessione e poi, con queste premesse, è difficile anche pensare ad una ripresa nel 2014", ha aggiunto il manager.

La controversa soluzione messa a punto per il salvataggio delle banche cipriote ha complicato il quadro, esasperando le implicazioni dello stallo politico italiano.

In cambio del pacchetto Ue e Fmi da 10 miliardi di euro, Nicosia ha accettato, fra le altre condizioni, che i correntisti oltre i 100.000 euro contribuiscano ai costi di salvataggio delle banche con una perdita stimata fino al 40%.

Oggi l'agenzia di rating Moody's ha detto che la zona euro sovrastima la propria capacità di contenere un eventuale contagio dei problemi di Nicosia, in particolare verso Paesi come l'Italia, più vulnerabili dal punto di vista debitorio.

L'effetto dirompente della crisi cipriota si è fatto particolarmente acuto a partire da questa settimana, come evidenziato dalla debole domanda all'asta del nuovo Btp 5 anni di oggi e, prima ancora, del Ctz lunedì.

Non solo. Il rischio di un declassamento del merito di credito sovrano si riaffaccia continuamente e il differenziale di rendimento con il decennale tedesco è tornato ad allargare fino ai 350 punti base toccati all'indomani dell'incerto risultato elettorale.   Continua...