Euro a 1,46 dollari costerebbe a Italia 0,4% Pil in 2013 - studio

mercoledì 13 febbraio 2013 15:41
 

MILANO, 13 febbraio (Reuters) - Se nel corso dell'anno l'euro si apprezzasse contro il biglietto verde del 10% circa rispetto al valore attuale, portandosi a una media di 1,46, questo penalizzerebbe le esportazioni italiane ed equivarrebbe a un aggravio dello 0,4% nel calo del Pil previsto nel 2013.

E' quanto mette in evidenza uno studio di Intesa Sanpaolo, in cui tuttavia si sottolinea come nello scenario base il tasso di cambio medio euro/dollaro nel 2013 dovrebbe attestarsi a quota 1,33.

Rispetto ai poco meno di 1,35 del primo pomeriggio, la media d'anno di 1,33 ipotizzata dall'ufficio studi sarebbe compatibile con una crescita dell'export del 2% quest'anno, dopo il +1,8% del 2012.

"Al momento - si legge in una slide di presentazione a cura degli analisti di Intesa Sanpaolo - l'export italiano appare maggiormente correlato all'andamento della domanda piuttosto che a quello dei tassi di cambio".

Dopo essere sceso in area 1,20 dollari alla fine del luglio scorso, complice la delineazione del nuovo piano di acquisto bond della Banca centrale europea che ha scongiurato lo scenario estremo di una deflagrazione dell'unione monetaria, l'euro si è progressivamente rafforzato, fino a toccare 1,3711 dollari, massimo da 15 mesi, all'inizio del mese.

Un andamento cui ha contribuito anche l'orientamento decisamente espansivo adottato dalla Federal Reserve, che a settembre ha lanciato un terzo programma di acquisto asset e che ha portato Francois Hollande a chiedere di fissare per il cambio un target di medio termine, in modo che un eccessivo apprezzamento non rischi di mettere a repentaglio la già fragile ripresa dell'economia.

L'ufficio studi Intesa Sanpaolo ha attualmente sul prodotto interno lordo italiano 2013 una proiezione pari a -1%.

(Elvira Pollina)

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