Derivati Milano, banche hanno "approfittato" di Comune - motivazioni

lunedì 4 febbraio 2013 15:33
 

MILANO, 4 febbraio (Reuters) - Le banche che hanno operato in derivati con il Comune di Milano non hanno rispettato le norme e i principi di corretta condotta finanziaria previsti a protezione del cliente, commettendo a suo danno il reato di truffa.

È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di condanna con cui lo scorso 19 dicembre si è chiuso il processo di primo grado sui contratti derivati stipulati da Palazzo Marino. Sentenza che ha visto la condanna di Deutsche Bank , Depfa, Jp Morgan e Ubs a una multa di un milione di euro ciascuna, alla confisca complessiva di oltre 89 milioni e a pene comprese fra i sei e gli otto mesi di carcere per nove funzionari bancari.

"Gli istituti bancari (...) non hanno rispettato le norme ed i principi Fsa previsti a protezione dei clienti che non siano classificabili come (...) controparti di mercato con uguale esperienza commerciale e finanziaria" scrive nelle motivazioni il giudice di Milano Oscar Magi.

Nella premessa si puntualizza comunque che "questo processo non è stato e non vuole essere un processo al sistema bancario nel suo complesso o agli strumenti derivati, ma solo al cattivo uso degli stessi in una circostanza storicamente determinata".

Il giudice Magi spiega che il Comune "non aveva, con tutta evidenza, una caratura finanziaria e commerciale" tale da poter essere definito 'operatore qualificato', aggiungendo che "le banche, quindi, avrebbero dovuto rendersi conto di tale situazione e non approfittarsene".

"Indubitabile" secondo il giudice che ha emesso la sentenza, l'esistenza di un "evidente conflitto di interessi" per le banche, che hanno giocato contemporaneamente il ruolo di consulente e controparte dell'amministrazione cittadina, evitando di dare adeguata informazione al cliente.

"CONTRAPPOSIZIONE DI INTERESSI REALI"

Sulla base della normativa italiana (Tuf) il giudice ravvisa inoltre l'esistenza di un "obbligo di comunicazione del prezzo degli strumenti finanziari derivati da parte dell'intermediario nei confronti dell'investitore, obbligo che appare vieppiù rinforzato dalla esistenza e dalla sovrapposizione nella figura dell'intermediario della qualità di advisor e di controparte, così come nel caso in esame".   Continua...