11 gennaio 2013 / 15:22 / 5 anni fa

Btp 15 anni, per mercato probabile emissione sindacata prossima settimana

* Tesoro potrebbe cavalcare buon momento di mercato, successo aste odierne

* Tesoro non ha riaperto questa settimana vecchio Btp 2026

* Curva 10/15 ha iniziato a irripidirsi

* Occhi a concorrenza Spagna, incertezza elezioni

di Gabriella Bruschi

MILANO, 11 gennaio (Reuters) - Archiviate con successo le aste a medio-lungo, dealer e strategist vedono come molto probabile che il Tesoro italiano possa cavalcare il buon mercato annunciando la prossima settimana il suo nuovo Btp a 15 anni da collocare via sindacato. Si tratterrebbe di una nuova emissione su questo tratto della curva per la prima volta da settembre 2010.

L'emittente sovrano italiano non ha riaperto nell'asta di metà mese di oggi il vecchio Btp marzo 2026 - come sarebbe stato possibile da calendario - e già questo elemento era stato letto come un segnale della possibilità che avesse deciso per una nuova emissione. Il successo poi delle aste di questa settimana e in generale il momento favorevole del mercato hanno riscaldato ancora più le aspettative del mercato e proprio la prossima settimana per molti versi viene vista come la finestra migliore.

"La prossima settimana potrebbe essere quella giusta: le aste sono andate bene, c'è ancora molto liquidità in giro, il mercato è buono" dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing. "Meglio ora che dopo perchè più ci si avvicina alle elezioni maggiore potrebbe essere la volatilità e poi si dovrebbe rimandare alla primavera, o anche oltre". Aiutano anche le parole di ieri dal presidente della Bce Mario Draghi, cautamente ottimistiche sul futuro.

Oggi le aste oggi su Ccteu e Btp a 3 anni dono state collocate per il massimo dell'offerta con il rendimento del triennale sceso sotto il 2% per la prima volta da 34 mesi. Lo spread è in area 250 pb, il minimo da luglio 2011.

ATTENZIONE A OFFERTA SPAGNA, INTERESSE INVESTITORI, POLITICA

Per il Tesoro si tratta ora solo di avere un buon grado di interesse per questo tratto di curva da parte degli investitori e di verificare di non mettersi in concorrenza in contemporanea con altri emittenti nella zona euro.

Il paese più in concorrenza potrebbe essere la Spagna da cui "è pure attesa l'emissione di un bond sindacato lungo" dice Chiara Cremonesi di Unicredit. La Spagna ha annunciato oggi che nell'asta di giovedì 17 gennaio offrirà tra gli altri titoli il bono luglio 2041, scelta che "non dovrebbe precludere la strada al sindacato per cui la scadenza più probabile è il 10 anni" dice Giansanti.

"Ma proprio l'ipotesi di un'emissione spagnola ai blocchi di partenza potrebbe spingere la Repubblica a giocare d'anticipo" dice ancora Giansanti.

Il Belgio ha già emesso questa settimana un bond sindacato per 4 miliardi a 10 anni, mentre l'Irlanda ha utilizzato lo stesso strumento per la riapertura di un suo bond 2017 collocato per 2,5 miliardi.

Normalmente i responsabili degli emittenti sovrani dei vari paesi si tengono in contatto in vista di emissioni sindacate, per 'non pestarsi i piedi'. E da quest'anno, con l'entrata in vigore delle regole del Fiscal Compact, ogni paese deve comunicare alla Commissione europea i suoi programmi annuali di emissione.

L'offerta rimanente della prossima settimana nella zona euro rientra nelle aste normali pur con l'emissione di un nuovo titolo a 10 anni da parte della Germania mercoledì prossimo e a 5 anni da parte della Francia giovedì.

"Queste aste - benchè su titoli nuovi - non disturberebbero l'eventuale emissione sindacata dell'Italia, trattandosi di emittenti core" dice un dealer dell'obbligazionario.

Dal punto di vista dell'appetito degli investitori la situazione potrebbe essere in generale più delicata per questa tratto di curva così lungo, ma meno in questo momento.

"Gli investitori - soprattutto da quando è stato sciolto almeno parzialmente il nodo del fiscal cliff - sono diventati estremamente affamati di tutto ciò che offre un certo spunto di rendimento, quindi anche sui lunghi" dice il responsabile del primario di una grossa casa londinese. "L'Italia è nel mirino di questi investitori, come le aste hanno dimostrato. E tra questi investitori ce ne sono anche con la targa asiatica".

Anche i fondi sembrano interessati "a reinserire nei loro portafogli un titolo a lunga con un rendimento abbastanza appetibile" dice un altro strategist. "Mentre sempre interessati sono i fondi pensione e le assicurazioni".

Dal punto di vista dei rendimenti, "la curva italiana su quel tratto è un po' in ritardo e quindi proprio per questo potrebbe essere vista come appetibile dagli investitori, scommettendo in un'accelerazione" dice Chiara Manenti, strategist di Intes Sanpaolo.

Sulla curva tedesca il bund gennaio 2028 rende oggi circa il 2%, mentre l'analogo italiano è stimato a 4,70%, con uno spread quindi pari a circa 270 punti base. "Il differenziale tra questo spread e quello della parte breve della curva (130 punti base) è su livelli massimi" dice Manenti "Questa forbice potrebbe essere destinata a chiudersi con un ritorno di interesse sui titoli italiani". Del resto negli ultimi mesi l'attenzione degli investitori si è concetrata soprattutto sui brevi, sulla spinta del supporto annunciato a questo tratto dalla Bce.

"La curva italiana sul tratto 10-15 ha iniziato giusto questa settimana a irripidirsi un poco: potrebbe essere l'inizio di un trend" dice Cremonesi.

Un nuovo Btp a 15 anni - che rimpiazzerebbe l'attuale benchmark marzo 2026 già in circolazione per oltre 18 miliardi - potrebbe portare scadenza aprile o ottobre 2028, "portando una cadenza della cedola diversa visto che porterà le nuove Cac, così da poterlo distinguere dai titoli che invece non hanno le Cac", dice un altro strategist.

L'ultimo Btp 2026 è stato riaperto in asta lo scorso 13 dicembre per 750 milioni e collocato a un rendimento del 4,75%. Oggi lo stesso titolo quota il 4,446%. La cedola del nuovo titolo potrebbe dunque come quella del Btp 2026, a 4,5%.

FATTORE POLITICO SOTTO I RIFLETTORI

Per l'Italia il fattore politico potrebbe giocare ancora un ruolo importante. Con l'avvio della campagna elettorale a inizio anno e le elezioni fissate il prossimo 24 febbraio "ogni giorno guadagnato è meglio" dice un dealer.

"Meglio ora che tra un mese", dice un terzo strategist. "Più ci avviciniamo alle elezioni, peggio è. A quel punto sarebbe meglio rimandare a marzo, ma allora potrebbero subentrare le incertezze legate a un'eventuale mancanza di una maggioranza stabile".

Proprio l'incognita elezioni sono l'elemento che potrebbe indurre il Tesoro ad essere cauto. "Il fatto che Berlusconi stia riguadagnando terreno nei poll riaccende l'attenzione sul rischio politico in Italia e quindi crea nuove tensioni sul mercato" dice Giansanti.

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