3 gennaio 2013 / 14:33 / 5 anni fa

PUNTO 2-Voto, tagliare ali estreme, Bersani silenzi Fassina - Monti

* Conservatori hanno frenato riforme sia da destra che da sinistra- Monti

* Calo tasse graduale, niente piccola patrimoniale ordinaria- Monti

* Ma Bersani replica: serve più rispetto, "noi non silenziamo nessuno"

* Per Camusso Monti ha sbagliato tutto, per Brunetta è tecnocrate autoritario (Aggiunge commento Bersani)

di Stefano Bernabei e Giuseppe Fonte

ROMA, 3 gennaio (Reuters) - Mario Monti alza i toni. Anche oggi in diretta tv fin dal mattino presto, il presidente uscente e leader del nuovo centro politico ha suggerito al candidato premier del centro sinistra Pier Luigi Bersani di "silenziare" le ali più radicali - di Vendola, Camusso e Fassina - e, guardando a destra, ha bollato come "settarie" le posizioni dell'economista berlusconiano Renato Brunetta.

Per poter liberare lo spirito riformista che serve all'Italia occorre tagliare le ali estreme delle coalizioni, dice il presidente del Consiglio uscente e sempre più attivo nel guidare la campagna elettorale al centro dello schieramento politico.

"Credo che tagliare le ali estreme sia una buona cosa", ha detto Monti aggiungendo che le componenti più radicali di Pd e Pdl hanno ostacolato i provvedimenti presi dal suo esecutivo in questi 13 mesi, citando la riforma del mercato del lavoro frenata a sinistra e quelle degli ordini professionali, come i farmacisti, ostacolata a destra.

"Credo sarebbe molto importante poter acquisire allo sforzo di riforma, oltre al centro dove non tutto sa di oro, anche quei riformisti di sinistra e quei riformisti di destra che sono disponibili", ha proseguito il presidente del Consiglio partecipando a Uno mattina.

Con la campagna elettorale che prende il via, Monti abbandona i toni istituzionali e si mostra particolarmente critico verso il Pdl -- ha posizioni, citando le posizioni dell'ex ministro berlusconiano Renato Brunetta, "piuttosto estreme e se posso permettermi settarie" -- e quella parte del Pd che fa capo al responsabile economico Stefano Fassina, accusato di essere troppo conservatore.

"Credo che per il segretario [Pier Luigi] Bersani, di cui ho ottima considerazione, questo sia un vero problema. Bersani dovrebbe con un atto coraggioso silenziare un po' questa parte conservatrice", ha detto Monti, che tra i conservatori da silenziare ha citato anche la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso e il leader del Sel e alleato di Bersani, Nichi Vendola.

BERSANI: NON SILENZIAMO NESSUNO, NOI FACCIAMO PARTECIPARE

Bersani aspetta il primo pomeriggio e dopo aver pranzato con il suo compagno di partito sconfitto alle primarie Matteo Renzi, replica a Monti.

"Ribadisco il rispetto ma chiedo rispetto per tutto il Pd. Noi siamo un partito liberale che non chiuderà mai la bocca a nessuno", dice Bersani parlando con i cronisti.

"Credo che il coraggio che mi si chiede io l'abbia già dimostrato, non è quello di chiudere la bocca alla gente ma di farla partecipare", ha aggiunto il candidato premier del centro sinistra.

CAMUSSO: MONTI HA SBAGLIATO TUTTO, NON CAPISCE IL PAESE

La replica della sindacalista arriva a stretto giro quando il settimanale L'Espresso anticipa una sua intervista.

"Penso che il suo governo, sul piano delle politiche realizzate, ha sbagliato tutto. Io penso che ce l'abbia con il lavoro, che lui non abbia l'idea di com'è fatto il nostro paese; né della condizione dei lavoratori e della necessità di non fare ulteriori politiche che favoriscano chi già sta bene, mentre il mondo reale dei lavoratori sta sempre peggio", dice la Camusso, salvando però Monti sul piano personale e dal punto di vista dello stile: "Monti - persona stimabile, per carità, e cortese - ha avuto il merito di riportare un linguaggio istituzionale: lo ritengo un grande valore".

La critica del segretario della Cgil è focalizzata soprattutto sulla riforma delle pensioni: "Viviamo più a lungo, ma questo non vuol dire che restiamo trentenni più a lungo. Occorre immaginare un sistema in cui, ad esempio, il poliziotto settantenne stia dietro la scrivania, e non corra in pattuglia per strada".

Vendola replica ai giudizi di Monti parlando di un "elemento di arroganza che va respinto" e da destra Brunetta definisce Monti un "tecnocrate autoritario".

MONTI SI GODE LO SPREAD A 287 E ALLONTANA PATRIMONIALE

Monti, apparso stamani al Tg accanto all'imprenditore ligure liberato - ma ha detto di non voler usare l'episodio per la campagna elettorale - è tornato a rivendicare la riduzione dello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi, sceso sotto il da lui auspicato livello di 287 punti base. Un risultato che si augura non sia "effimero" e che gioverà - ha detto - a chi si troverà a governare l'Italia dopo le elezioni di fine febbraio.

Alle 15.15 lo spread tra Btp e Bund decennali vale 284 punti.

Monti ha poi parlato di tasse, un tema centrale nella prossima campagna elettorale con Silvio Berlusconi che ha già promesso di abolire l'Imu se tornerà a guidare il governo dell'Italia.

Il calo delle tasse nella prossima legislatura, ha detto Monti, dovrà essere graduale e basato sui risultati della lotta all'evasione fiscale e sui tagli della spesa pubblica senza promesse da prestigiatore.

Per il presidente del Consiglio dimissionario non sarebbero da preferire soluzioni di piccole patrimoniali ordinarie annuali - esistenti in alcuni Paesi - ritenendo più utile agire in altri modi.

"Vede, tutta la nostra agenda mira a smitizzare certi luoghi comuni. Non si può catturare la buona fede del cittadino a base di slogan, queste sono operazioni di bassa lega, quel che conta è osservare che già oggi esistono in Italia elementi di tassazione patrimoniale come l'Imu", ha detto Monti ricordando che la nuova imposta sugli immobili è stata introdotta da Berlusconi che ne ha lasciato l'onere di applicarla a chi gli è subentrato.

"Ci sono paesi nei quali esiste una piccola imposta patrimoniale regolare annualmente, questo è un discorso nel quale io non credo che si debba intervenire: ci sono altri interventi molto più importanti nel sistema fiscale", ha aggiunto spiegando comunque che parlare di patrimoniale "non è però un discorso che debba essere evitato come fosse il diavolo".

Nell'agenda con il programma di governo della coalizione centrista guidata da Monti, si parla di riduzione delle tasse su lavoro e imprese che va perseguita "anche trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio".

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