27 dicembre 2012 / 09:43 / 5 anni fa

SCHEDA - I punti chiave dell'agenda Monti

ROMA, 27 dicembre (Reuters) - Spostamento del prelievo fiscale dal reddito da lavoro e d'impresa alla proprietà e ai consumi, forme di detassazione per l'assunzione di giovani e donne, tolleranza zero su corruzione ed evasione, nuova disciplina sul falso in bilancio e avanti con le liberalizzazioni.

Sono questi i punti principali dell'agenda Monti, secondo il documento che il presidente del Consiglio dimissionario ha pubblicato il 23 dicembre lanciando la sua "salita in politica".

Ecco una sintesi delle linee programmatiche contenute nel documento, consultabile su www.agenda-monti.it

PIU' TASSE SU PATRIMONI, MENO SU LAVORO E IMPRESE

Non appena le condizioni lo consentiranno, Monti si propone di abbassare il prelievo fiscale complessivo dando la "precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa". Una linea di politica economica da perseguire anche "trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio".

Secondo il presidente del Consiglio dimissionario, servono meccanismi di misurazione della ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitali, per rendere il fisco uno strumento utile a garantire "maggiore equità nella distribuzione del peso dell'aggiustamento".

DETASSAZIONE SELETTIVA PER LE DONNE

Secondo Monti, occorre "una detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile", per dare una spinta decisiva all'occupazione delle donne.

Se l'Italia raggiungesse il traguardo fissato dal Trattato di Lisbona - un'occupazione femminile al 60% - il Pil "aumenterebbe del 7%", scrive Monti.

Per favorire l'occupazione giovanile, il presidente del Consiglio dimissionario propone forme di detassazione per chi assume lavoratori tra i 18 e i 30 anni, "incentivi a sostegno della formazione e dell'inserimento nel mercato del lavoro".

Altro fronte è quello dei lavoratori over 55, per i quali Monti sollecita politiche di "invecchiamento attivo".

La modernizzazione del mercato del lavoro richiede "una drastica semplificazione normativa e amministrativa, il "superamento del dualismo tra lavoratori sostanzialmente dipendenti protetti e non protetti" e un intervento per "ridurre a un anno al massimo il tempo medio del passaggio da un'occupazione all'altra"

AVANTI CON LE LIBERALIZZAZIONI

Monti rilancia l'impegno a intensificare la politica di apertura dei mercati nelle industrie a rete, nei servizi pubblici locali e nel mondo dei professionisti e dei lavoratori autonomi.

Per stimolare la crescita bisogna raggiungere un livello di investimenti diretti esteri vicino alla media europea, che potrebbe portare fino a circa 50 miliardi di euro in più di investimenti l'anno.

RAFFORZARE IL MERCATO UNICO EUROPEO

L'Italia deve chiedere all'Europa politiche orientate nel senso di una maggiore attenzione alla crescita basata su finanze pubbliche sane, un mercato interno più integrato e dinamico, una maggiore solidarietà finanziaria attraverso forme di condivisione del rischio, una maggiore attenzione alla inclusione sociale e alla sostenibilità ambientale.

In una stoccata neanche troppo velata a Silvio Berlusconi, Monti scrive che "per contare nell'Unione europea non serve battere i pugni sul tavolo. Se non si convincono gli altri Stati delle proprie ragioni, si resta con un pugno di mosche in mano. Né serve fare i soci poco esigenti al tavolo del negoziato e magari provare ad allentare gli obblighi successivamente quando devono essere attuati".

TOLLERANZA ZERO SU CORRUZIONE, EVASIONE E SOMMERSO

Monti promette una coerente disciplina sul falso in bilancio e un nuovo intervento normativo su anticorruzione, antiriclaggio e autoriciclaggio.

"Va rivista la riduzione dei termini di prescrizione per garantire in modo più adeguato l'azione di prevenzione e contrasto di diversi reati".

SFRUTTARE IL POTENZIALE DELL'ECONOMIA VERDE

L'industria, i trasporti, l'agricoltura, gli edifici devono riorientarsi secondo i criteri dell'efficienza, del contenimento delle emissioni nocive, dell'impiego di materiali riciclabili e di tecnologie intelligenti per smaltire i rifiuti, bonificare i terreni, ottimizzare il ciclo dell'acqua, mettere in sicurezza il territorio, incentivare la mobilità a basso impatto ambientale. Programmi formativi e incentivi devono facilitare le scelte "verdi".

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