19 dicembre 2012 / 14:53 / tra 5 anni

Francia presenta riforma banche, più leggera dicono i critici

PARIGI, 19 dicembre (Reuters) - La Francia ha presentato l‘attesa riforma bancaria, ritenendola un modello per il resto d‘Europa, anche se i critici ritengono che non adempia alle promesse del presidente francese Francois Hollande di severità nei confronti del settore finanziario.

Nel suo complesso la riforma lascerà intatte gran parte delle attività di investment banking delle banche, segnando un punto a favore per Bnp Paribas, Societe Generale e degli altri istituti, dopo mesi di intensa attività di lobbying.

Il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici, parlando durante una conferenza stampa, ha detto che la riforma può mostrare la via per leggi simili in altri paesi europei, aggiungendo che la Germania intende prendere in esame una riforma di questo tipo.

“Ho parlato a (il ministro delle Finanze tedesco) Schauble”, ha spiegato. “Mi ha detto che anche la Germania intende intraprendere un processo di riforma ... noi saremo i primi a introdurre una tale riforma”.

Ieri anche il numero uno della Banca di Francia Christian Noyer aveva difeso la riforma, definendola “ottimale” per l‘economia francese.

Il progetto di legge, che sarà portato all‘esame del Parlamento francese all‘inizio del 2013, impone alle banche di isolare le attività di trading per conto proprio in entità separate, autofinanziate, entro il 2015, risparmiando attività come quella di “market-maker”, di hedging e di finanziamento ai private equity. La supervisione da parte delle autorità di vigilanza su queste attività sarà intensificata.

Le società a cui saranno conferite le attività di ‘proprietary trading’ non potranno fare trading ‘high frequency’ o trading sui derivati delle commodity.

In linea di principio, la riforma non si allontana troppo dalle raccomndazioni fatte a ottobre da un gruppo di consulenza dell‘Unione europea guidato da Erkki Liikanen, che aveva chiesto l‘isolamento di una serie di attività di trading. E’ inoltre simile alla “Volcker Rule” americana, che dà un giro di vite al trading per conto proprio.

“Alla fine si tratta di una riforma minima, senza molto impatto sulle attività bancarie e senza un cambiamento radicale nel modo in cui sono portate avanti”, spiega l‘analista di Natixis Alex Koagne.

Moscovici ha inoltre spiegato che la riforma interesserà il 10% dei ricavi sui capital markets delle grandi banche.

La riforma francese definisce il ‘property trading’ in modo così stringente da lasciare gran parte delle attività rischiose intatte, secondo i critici, come un consistente portafoglio di derivati e i finanziamenti di veicoli dedicati a investimenti rischiosi.

“Questo è peggio di una marcia indietro”, spiega Jerome Cazes, ex responsabile della divisione Coface di Natixis . “E’ il minimo che si possa mettere in una legge senza fare una pernacchia alla gente”, aggiunge.

BNP Paribas, ad esempio, realizza solo l‘1% dei ricavi della sua investment banking con il ‘trading proprietario’, secondo quanto riferito da un alto dirigente recentemente. Potrebbe succedere che alcune banche decidano di lasciare stare completamente questa parte di business.

La riforma inoltre contempla altre misure incluso un fondo per salvare le banche in difficoltà e garantire i loro depositi, che Moscovici ha detto porterà a 10 miliardi di euro nel 2020 dallo stanziamento iniziale di 2 miliadi.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below