Rating, Esma incontra pm Trani e preleva atti inchiesta

martedì 18 dicembre 2012 21:17
 

BARI, 18 dicembre (Reuters) - Tre funzionari dell'autorità che regola i mercati borsistici europei (Esma) alcuni giorni fa hanno incontrato i magistrati della procura di Trani - che il 12 novembre scorso hanno chiesto il rinvio a giudizio di cinque dirigenti di Standard&Poor's e due di Fitch per manipolazione del mercato - e hanno prelevato copia degli atti dell'inchiesta pugliese.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che i funzionari europei hanno portato a Parigi, sede dell'Esma, gli atti dell'indagine italiana perché l'autorità europea ha intenzione di effettuare verifiche sull'operato delle agenzie di rating nell'ambito delle condotte ipotizzate a loro carico dai magistrati pugliesi.

No comment da parte dell'Esma, che semplicemente precisa di essere l'autorità europea "cui spetta la sorveglianza dell'attività delle agenzie di rating".

La procura di Trani nel novembre scorso ha chiesto il rinvio a giudizio delle due agenzie di rating, che avevano abbassato il rating dell'Italia, e dei sette dirigenti - mentre ha chiesto l'archiviazione per Moody's e per due suoi funzionari indagati - nell'ambito dell'inchiesta su oscillazioni di borsa ritenute anomale fra il 2010 e il 2012.

In una nota in occasione della richiesta di rinvio a giudizio, la procura di Trani ha scritto che questo procedimento penale è "un autentico inedito nel panorama investigativo nazionale ed internazionale ed affrontano temi di particolare complessità per le gravi ricadute - sul sistema economico-finanziario del Paese - provocate dalle valutazioni formulate dalle indicate agenzie (in violazione dei regolamenti europei sulle attività di rating) sull'affidabilità creditizia dell'Italia in un dato momento storico".

S&P e Fitch in due note separate del 12 novembre avevano definito le accuse infondate e avevano negato ogni addebito, annunciando una ferma difesa.

La nota dei magistrati pugliesi si concludeva ricordando altri tre procedimenti sul tema.

L'indagine della Corte dei Conti "che stima in 120 miliardi di euro il danno erariale provocato dalle manipolazioni di mercato cagionate dalle agenzie di rating".

Un procedimento civile in Australia in cui Standard&Poor's "è stata condannata in giudizio civile a risarcire - a seguito di class action - la somma di 24 milioni di euro per valutazioni espresse nell'attività di rating".   Continua...