13 dicembre 2012 / 13:42 / 5 anni fa

PUNTO 1-Rigore e credibilità di Monti punto non ritorno per Italia-Bersani

* Leader Pd dice che Monti avrà un ruolo anche dopo il voto

* Berlusconi non vincerà, cerca di salvare il salvabile

* Con la Germania bisogna discutere non litigare

* Vincoli Ue più stringenti su bilancio con misure per crescita (Accorpa pezzi, aggiunge altri dettagli, contesto)

di Giselda Vagnoni e Steve Scherer

ROMA, 13 dicembre (Reuters) - Il rigore e la credibilità riportati da Mario Monti al governo dell'Italia sono un punto di non ritorno anche per i successivi esecutivi.

E' l'opinione espressa dal segretario del Partito democratico e candidato premier per il centrosinistra Pier Luigi Bersani in un'affollata conferenza stampa alla stampa estera, accompagnato dal responsabile dei rapporti internazionali del Pd Lapo Pistelli.

"Abbiamo voluto noi Monti. Io interpreto la sua agenda come rigore e rispetto dei vincoli europei, tentativo di incidere sull'evoluzione della politica europea, sforzi di riforma e modernizzazione e quindi ribadisco che il rigore e la credibilità sono un punto di non ritorno", ha detto Bersani.

Ieri sera Silvio Berlusconi ha continuato a stupire l'opinione pubblica italiana annnciando, dopo il ritiro della fiducia a Monti, un possibile passo indietro da candidato premier in caso di impegno dello stesso Monti tra i moderati.

"Berlusconi sta cercando di salvare il salvabile e mettersi al centro della storia" con dichiarazioni che "durano mezz'ora e così non si parla di problemi veri", taglia corto Bersani.

"Berlusconi non vincerà, perderà queste elezioni", aggiunge perentorio.

Il Partito democratico è dato da tutti i sondaggi come favorito alle elezioni del prossimo anno con un range di consensi compreso tra il 30 e il 38% contro il 13,8/18,2% circa del Pdl.

"Se toccherà a me guidare il Paese", ha detto ancora Bersani, "il giorno dopo la vittoria parlerò con Monti. Ho detto direttamente al presidente del Consiglio e pubblicamente che deve continuare ad avere un ruolo. Quale lo discuteremo insieme".

Per l'ex commissario Ue si è ipotizzato il ruolo di presidente della Repubblica o di ministro dell'Economia sulla scia di quanto successo all'ex governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi dopo l'esperienza di capo del governo nel 1993. Fonti interne del Pd hanno anche ipotizzato per Monti il ruolo di futuro presidente del Consiglio europeo al posto di Herman Van Rompuy.

I politologi hanno fatto notare che se Berlusconi si alleasse con la Lega nelle regioni del Nord, il Pd potrebbe non avere la maggioranza del Senato dove il premio di maggioranza è distribuito su base regionale e non nazionale come alla Camera.

"Sono sicuro che questo elemento di incertezza [al Senato] non ci sarà", ha scandito Bersani accennando a una possibile alleanza con i centristi dopo il voto: "La crisi sarà lunga, quindi ritengo che i progressisti debbano andare al governo con lo sguardo largo. Siamo disponibili e aperti all'incontro con i centristi".

Oltre alla durata della recessione che da due anni colpisce l'Italia, sulle consultazioni di febbraio aleggia anche lo spettro dei due governi di centrosinistra di Romano Prodi, prematuramente caduti per contrasti interni alla maggioranza.

A preoccupare, in particolare, è l'alleanza stretta tra il Pd e Sinistra, ecologia e libertà (Sel) di Nichi Vendola, una formazione politica accreditata del 5,5% circa dei consensi che finora si è sempre espressa contro il proseguimento della cosiddetta agenda Monti.

"Vendola governa da anni la Regione Puglia ed è saldamente europeista. Ha sottoscritto con noi un patto di alleanza che determina una cessione di sovranità dal momento che sui punti di dissenso si deciderà a maggioranza", ha detto Bersani.

SOLO CON PD ITALIA NON DIVENTA PROBLEMA PER EUROPA

Il Sel è importante come "portatore di responsabilità sui diritti civili e sul tema ambientale", ma "il Pd è di gran lunga il primo partito nel paese".

"Non siamo ai tempi di Prodi quando c'erano 12 partiti [nell'area del centrosinistra] e non esisteva ancora il Pd. Se non esistesse il centrosinistra il mondo lo dovrebbe venire a cercare per evitare che l'Italia diventi un problema per l'Europa", ha detto Bersani.

Berlusconi ha fortemente attaccato il ruolo svolto dalla Germania nella crisi del debito sovrano della zona euro e l'ha accusata di aver speculato contro l'Italia.

"Io non credo che qui si tratti di litigare fra tedeschi e italiani. Bisogna invece mettersi d'accordo per concordare delle correzioni alle politiche fatte fin qui" che hanno acuito la recessione e quindi gli squilibri di bilancio dei paesi meno forti, ha risposto Bersani.

L'opinione pubblica tedesca ha ragione a dire "che gli italiani non hanno approfittato del calo dei tassi di interesse per sistemare le cose e questa è colpa di Berlusconi che ha sprecato l'occasione in 10 anni di governo", ma anche la Germania "deve fare attenzione".

"Voi tedeschi siete stati bravi a fare i compiti a casa ma nell'Unione monetaria avete trovato vantaggi incredibili e se i tassi di interesse continuano ad essere negativo per voi e nell'ordine del 4, 5% sarebbe un guaio per tutti perchè si creerebbero delle bolle finanziarie", ha avvisato Bersani.

"Siamo tutti sullo stesso treno che va verso il segno meno della crescita e del più nella disoccupazione", aggiunge.

Il Partito democratico è disponibile ad accettare più stringenti vincoli di bilancio per l'Italia da parte della Ue purché siano affiancati da misure contro la recessione.

"Noi siamo disponibilissimi a stringere i vincoli sulla applicazione del bilancio purché non sia affidato [il controllo] a un burocrate ma questo deve essere affiancato a misure contro la recessione", ha detto ancora Bersani.

"Alcuni strumenti per uscire da questa situazione ci sono, ragioniamo, la nostro proposta sul redemption fund non è dissimile da quella dei consiglieri economici di Angela Merkel. Ragioniamo in modo amichevole con tutti i guai che abbiamo andare a cercarsene altri....".

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