12 dicembre 2012 / 16:14 / tra 5 anni

Aeroporti, domani asta per quota Sagat, attese Sintonia e F2i

MILANO, 12 dicembre (Reuters) - Si terrà domattina, alle 10, l‘asta per la quota del 28% di Sagat, la società a cui fa capo l‘aeroporto di Caselle, messa in vendita dal Comune di Torino.

Il 29 novembre scorso, F2i e Sintonia avevano presentato delle offerte, bocciate dall‘ente guidato da Piero Fassino con diverse motivazioni: troppo bassa la proposta della holding della famiglia Benetton, condizionata alla firma di un patto parasociale fino al 60% del capitale l‘offerta del fondo di Vito Gamberale.

Risultato: il Comune ha azzerato i giochi e pubblicato un nuovo bando.

Il 3 dicembre scorso, Sintonia, tramite un comunicato, aveva preso atto della volontà dell‘ente torinese.

Ora si attendono le prossime mosse dei due contendenti. Il nuovo bando fissa in poco più di 58,8 milioni di euro il valore della partecipazione, praticamente il doppio di quanto offerto (29 milioni) da Sintonia a fine novembre.

Il bando stabilisce che “in nessun caso le richieste potranno condizionare il pagamento del prezzo da parte di chi avrà presentato l‘offerta migliore, che dovrà inderogabilmente e senza condizione alcuna essere effettuato entro la data del 21 dicembre 2012 o altra data da concordarsi e comunque entro il 2012, con le modalità indicate dal responsabile della procedura”.

Il Comune ha l‘urgenza di reperire fondi entro la fine dell‘anno per evitare lo sforamento del patto di stabilità.

F2i, dunque, che a fine novembre aveva messo sul piatto 36,4 milioni, non potrà ripresentare un‘offerta condizionata. Secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, il fondo infrastrutturale sta valutando se e come presentarsi all‘appuntamento di domani. Una possibilità è che F2i, contestualmente all‘offerta per la quota del Comune, sigli un patto parasociale o addirittura acquisisca la quota di un altro azionista.

Attualmente, l‘azionariato di Sagat vede Sintonia al 24,39%, Fct Holding (Comune di Torino) al 38%, Equiter (società del gruppo Intesa Sanpaolo ) al 12,40%, Finpiemonte (società della Regione Piemonte) all‘8%, la Provincia di Torino al 5%, TecnoInvestimenti (holding del sistema camerale) al 4,70%, Sab (la società che controlla l‘aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna) al 4,13% e Aviapartner (società attiva nell‘handling) allo 0,42%.

Di sicuro, dice la fonte, “F2i non intende infilarsi in un‘altra situazione come quella di Sea”. Traduzione: se per la società che gestisce lo scalo ‘Sandro Pertini’ sarà possibile definire una governance chiara e condivisa, bene; diversamente, strada spianata a Sintonia. Perché all‘orizzonte, dice una fonte vicina alla procedura, “non ci sono altri pretendenti”. Nei giorni scorsi, infatti, soltanto Sintonia e F2i hanno incontrato i funzionari del Comune che si occupano della gara per manifestare l‘interesse alla nuova procedura.

La procedura di asta prevede che “chi avrà offerto il minor ribasso sul valore della partecipazione sarà considerato migliore offerente. Gli altri soggetti offerenti saranno invitati ad effettuare - immediatamente, entro il tempo e con le modalità indicate nella medesima seduta - offerta in rilancio rispetto a quella formulata dal migliore offerente (con rilancio minimo di 500.000 euro, fino all‘esaurimento dei rilanci. Esaurita la procedura di rilancio, il soggetto che avrà presentato l‘offerta migliore corrispondente al prezzo più alto offerto sarà proclamato vincitore”.

A cascata, i nuovi equilibri nell‘azionariato di Sagat incideranno su Aeroporto di Firenze (Adf) : la holding piemontese, infatti, controlla il 31,035% del capitale della società a cui fa capo lo scalo del capoluogo toscano. Attualmente, Sintonia esercita una leadership di fatto in Adf, ma gli enti locali, con la Regione Toscana in testa, da tempo stanno provando a rivedere quote azionarie e governance.

F2i, nel settore aeroportuale, controlla lo scalo di Napoli Capodichino (ha in portafoglio il 70% della controllante Gesac), è azionista al 29,8% di Sea (Malpensa e Linate) e probabilmente presenterà un‘offerta per il 14,56% messo in vendita da Asam, è in corsa per Sogaer, la società a cui fa capo l‘aeroporto di Cagliari (è al rush finale con Save ) e ha sul tavolo altri dossier, tra cui quello riguardante lo scalo ‘Cristoforo Colombo’ di Genova.

La necessità degli enti locali di reperire risorse per scongiurare sforamenti dei patti di stabilità ha messo in fermento il settore aeroportuale. E’ di ieri la notizia che il Comune di Venezia ha messo in vendita il 14,098% del capitale di Save.

Una rivoluzione nel settore era attesa dal piano del governo sul riordino degli scali, che - aveva anticipato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Ciaccia - avrebbe dovuto portare a un dimezzamento del numero di aeroporti.

Ma la crisi di governo ha provocato lo stand-by del piano, che era atteso entro la fine dell‘anno.

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