December 12, 2012 / 4:49 PM / 5 years ago

PUNTO 1-Pareggio bilancio, Camera approva legge ma resta incognita Senato

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(Aggiorna con dettagli)

ROMA, 12 dicembre (Reuters) - L'aula della Camera ha approvato oggi a maggioranza qualificata la proposta di legge che attua il nuovo principio costituzionale del pareggio di bilancio, uno dei capisaldi dell'agenda del premier Mario Monti, ma il provvedimento potrebbe finire in un binario morto, perché non è certo il sì del Senato prima dello scioglimento del Parlamento per le elezioni.

Alla Camera la legge è passata con 442 sì, 3 no e 6 astenuti, ben al di sopra della maggioranza assoluta dei suoi 630 membri, come richiesto dalla legge costituzionale sul pareggio di bilancio che ha modificato lo scorso aprile l'articolo 81 della Carta.

Ora il provvedimento passa a Palazzo Madama, dove ieri i capigruppo hanno deciso di non inserirlo nel calendario dei lavori, gettando un'ombra sulla sua approvazione definitiva.

La legge di attuazione deve completare l'iter parlamentare entro il 28 febbraio 2013, ma la chiusura anticipata della legislatura renderebbe impossibile centrare questo obiettivo se il Senato non avallasse rapidamente il testo votato oggi a Montecitorio.

Il Quirinale ha comunicato sabato scorso l'intenzione del premier Mario Monti di dimettersi non appena sarà approvata la legge di Stabilità, il che dovrebbe avvenire prima di Natale.

Questa decisione potrebbe accorciare alla fine del 2012 il termine della legislatura, dando al Senato ancora due settimane di tempo per completare i suoi lavori.

Le divergenze tra i due rami del Parlamento sulla legge riguardano in particolare la struttura del nuovo organismo di controllo del bilancio pubblico - concepito sul modello del Congressional budget office (Cbo) statunitense - che avrebbe il compito di verificare gli andamenti di finanza pubblica e di valutare l'osservanza delle regole di bilancio.

Secondo fonti parlamentari, Pd e Udc preferirebbero modificare al Senato la norma, prevedendo che l'organismo fosse monocratico anziché composto da tre persone, come prevede il testo approvato alla Camera.

L'impressione, tuttavia, è che vi siano ancora spazi di manovra per garantire l'entrata in vigore della legge.

"Penso che si possa recuperare, che possa essere approvata. Non ci sono grandi quantità di emendamenti, se c'è accordo politico si può approvare tranquillamente", ha detto ieri Antonio Azzollini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha auspicato un rapido esame nei due rami del Parlamento.

La capigruppo si riunisce martedì prossimo e in quella occasione ci potrebbe essere una nuova calendarizzazione della legge qualora si trovasse un accordo politico.

Se il Senato non riuscisse ad approvare la legge di attuazione in questa legislatura, l'iter dovrebbe ricominciare dopo le elezioni.

Il principio del pareggio di bilancio scatterà dal 2014, ma sia l'articolo 81 della Costituzione che la legge di attuazione ammettono il ricorso all'indebitamento per considerare gli effetti del ciclo economico e di specifici eventi eccezionali: gravi recessioni, crisi finanziarie e gravi calamità naturali.

Per evitare l'abuso delle deroghe, spetterà alle Camere autorizzare l'aumento del deficit con voto a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti.

(Roberto Landucci)

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