11 dicembre 2012 / 16:23 / tra 5 anni

SINTESI 1-Elezioni, Berlusconi: spread è imbroglio. Monti: no populismo

* Monti: no a soluzioni magiche in campagna elettorale

* Monti: nel mio futuro cercherò di continuare a orientare pensieri

* Merkel: italiani andranno avanti su strada riforme dopo voto

* Ppe: errore far cadere governo Monti (Aggiorna con Merkel)

di Roberto Landucci

ROMA, 11 dicembre (Reuters) - Silvio Berlusconi ha detto oggi che l‘allargamento dello spread è stato solo un pretesto truffaldino per abbattere il suo governo nel 2011, mentre il premier dimissionario Mario Monti, che non scioglie ancora la riserva sul suo futuro politico, torna per la seconda volta in 24 ore sul rischio che la campagna per le elezioni politiche si svolga nel segno del populismo.

In uno dei suoi primi esercizi di campagna elettorale, dopo l‘annuncio del Quirinale che Monti si dimetterà non appena il Parlamento approverà la legge finanziaria, Berlusconi ha attaccato frontalmente su Mediaset il governo uscente, dicendo che alla sua origine c‘è stato “l‘imbroglio dello spread”.

“Lo spread è un‘invenzione con cui si è cercato di abbattere una maggioranza votata dagli italiani e che governava il Paese”, ha detto l‘ex premier. “Prima non ne avevamo mai sentito parlare, se ne parla solo da un anno, e cosa ce ne importa?”.

Monti ha indirettamente risposto durante un programma Rai che il rialzo dello spread di questi giorni “preoccupa ma è da prendere con calma e freddezza” ed ha precisato come su questo fronte oltre all‘azione della Bce determinante sia l‘operato dei governi.

Tredici mesi fa il governo Berlusconi ha dato le dimissioni con lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 570 punti base. Con il governo Monti il differenziale è sceso sotto i 300, per risalire in area 350 in questi giorni dopo l‘annuncio delle sue dimissioni a seguito della defezione del Pdl dalla ‘strana’ maggioranza, e la ricandidatura a premier del Cavaliere.

Berlusconi ha accusato il governo tedesco di Angela Merkel di avere fomentato la finanza internazionale contro il debito pubblico italiano poi Monti per avere tenuto una politica del rigore troppo ossequiosa verso i desiderata della Germania.

“Monti ha seguito una politica troppo germanocentrica. Gli indicatori economici sono tutti peggiorati, non sta a me dare giudizi, ma i dati sono tutti negativi”, ha aggiunto Berlusconi in quello che con ogni probabilità sarà un refrain della sua campagna elettorale: “Con noi al governo il Pil era positivo”.

La risposta della cancelliera è arrivata nel pomeriggio ed è stata chiara: “Sostengo le riforme proposte dal governo Monti che hanno fatto riconquistare la fiducia nell‘Italia agli investitori finanziari, così come sono sicura che gli italiani voteranno in modo tale da garantire che l‘Italia resti sul giusto cammino”.

Anche il capogruppo del Ppe - al quale appartiene il Pdl in Europa - il francese Joseph Daul, ha definito “un grande errore far cadere il governo di Mario Monti”.

Il Ppe, ha aggiunto, “combatterà tutti i populismi”, in Italia come in Francia o in Germania.

MONTI: “TRATTARE GLI ELETTORI COME PERSONE MATURE”

Monti, la cui esperienza di governo è stata dichiarata conclusa dal Pdl la settimana scorsa, non dice se rimarrà nella politica attiva e con quale ruolo, ma avverte che conserverà l‘ambizione di orientare l‘opinione delle persone all‘insegna della razionalità, come ha fatto da professore prima e da capo del governo italiano poi.

“In Italia e sicuramente in ogni periodo elettorale c‘è stata la tendenza di chi chiede il voto di ipersemplificare le cose, di presentare soluzioni un po’ magiche ai cittadini, quasi per seguire i loro istinti viscerali e non per fare quello che io credo un uomo politico, non diciamo lo statista, debba fare e cioè prospettare un futuro ai cittadini e non promettere ciò che non può essere mantenuto”, ha detto Monti.

“E’ importante che ci sia questa autodisciplina di tutti anche per non creare fratture con l‘Europa, ma soprattutto per trattare i cittadini non come sciocchi ma come persone mature”, ha aggiunto.

Il premier riconosce che l‘azione del suo governo è stata segnata dalle preoccupazioni sul debito pubblico - tanto che anche suo nipote all‘asilo è stato soprannominato ‘spread’ -, ma ritorce sul centrodestra l‘accusa di non avere fatto le riforme necessarie per dare solidità all‘economia italiana quando la finanza internazionale non aveva ancora nel mirino il debito italiano.

“Oggi se guardiamo i rapporti della Commissione Ue o quello che dicono la Bce o altri capi di governo, possiamo ritenere di aver fatto un grossissimo progresso, che però nel breve periodo ha avuto un costo: non c‘è stata crescita”, dice Monti.

“Io sarei felice di apprendere da qualcuno come sarebbe stato possibile quest‘anno salvare l‘Italia finanziariamente da un destino greco e intanto farla crescere a ritmo veloce. Quella ricetta sarebbe stato opportuno trovarla qualche anno prima quando tra l‘altro non c‘era da curarsi della grande difficoltà finanziaria”, ha argomentato poi.

- hanno collaborato Stefano Bernabei, Francesca Piscioneri, Valentina Consiglio

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