6 dicembre 2012 / 19:14 / 5 anni fa

SINTESI-Monti perde sostegno Pdl, attende indicazioni Quirinale

(Corregge refusi)

* Berlusconi critica politica economica e opta per astensione

* Pdl valuta fine anticipata legislatura ma voterà Legge stabilità

* Alfano domani mattina al Quirinale, primi dissensi nel Pdl

* Napolitano vuole conclusione ordinata legislatura

* Spread risale a 330 punti, borsa giù per tensioni politiche

di Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

ROMA, 6 dicembre (Reuters) - Fiducia con brivido oggi in Senato per il governo di Mario Monti a causa della defezione del Pdl, che non ha partecipato al voto in segno di protesta contro le critiche mosse dal ministro Corrado Passera al ritorno in scena di Silvio Berlusconi.

Il partito del centrodestra si è astenuto anche sul voto di fiducia chiesto alla Camera nel tardo pomeriggio.

Le due fiducie sono passate ma il dato significativo è che il governo ha perso la propria maggioranza politica facendo dire alla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro che il premier dovrebbe rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato.

Giorgio Napolitano ha parlato di “tensioni politiche pre-elettorali che anche fuori d‘Italia possono essere comprese senza suscitare allarmi sulla tenuta istituzionale del nostro paese”.

Il Capo dello Stato ha anche detto che “è necessario cooperare responsabilmente a un‘ordinata, non precipitosa e non convulsa conclusione della legislatura”, con un apparente riferimento al fatto che le elezioni potrebbero essere un po’ anticipate rispetto alla prevista data di aprile ma non avverranno in tempi rapidissimi.

Pesante la reazione dei mercati che ha portato ad un aumento dello spread fino a 330 punti e un calo della Borsa fino a oltre il 2% in mattinata.

”Sono stato e sono in contatto con il presidente della Repubblica. Attendo di conoscere le sue valutazioni“ dopo l‘incontro di domani tra lui e il segretario del Pdl Angelino Alfano”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti.

Il Pdl ha annunciato a sorpresa l‘astensione dopo che Passera, sospettato di voler entrare in politica in competizione con Berlusconi, ha formulato valutazioni critiche sulla ricandidatura a premier del Cavaliere.

“Oggi ho parlato con Passera, non delle sue dichiarazioni che ho letto successivamente. No, di quello non ho parlato”, ha risposto Monti a chi chiedeva se condividesse i commenti del suo ministro.

“Naturalmente, se ravvisassi atteggiamenti o scelte dei miei ministri a mio giudizio suscettibili di critica o di raccomandazione affronterei il tema con i ministri. Non sta a me dirvi che singole dichiarazioni possono essere più felici o meno felici. Bisogna sempre considerare il contesto”, ha aggiunto.

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Per l‘analisi “Monti in crisi perchè non esiste più il Pdl” Fare doppio clic su

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ALFANO CONFERMA RITORNO BERLUSCONI, FRATTINI DISSENTE

“Se avessimo voluto far precipitare le cose avremmo votato la sfiducia ma l‘astensione è un segno evidente del nostro disagio per come stanno andando le cose nel nostro Paese”, ha detto Alfano ai giornalisti.

Alla domanda se si va verso una fine anticipata della legislatura Alfano ha risposto: “Questo lo valuteremo nei prossimi giorni ma in ogni caso sarà nostra cura informare il Capo dello Stato sui nostri intendimenti”.

Il Pdl non vuole mettere a rischio l‘approvazione della legge di Stabilità e “far precipitare il Paese nell‘esercizio provvisorio”, ha precisato Alfano.

Alfano ha anche confermato l‘intenzione di Silvio Berlusconi di tornare “in campo da protagonista”, decisione che, dice il segretario del Pdl, rende inutili le primarie del centrodestra, e di volere unificare le regionali e le politiche.

La linea di Berlusconi e Alfano registra però i primi dissensi.

Alla Camera l‘ex ministro degli Esteri del Pdl Franco Frattini ha votato la fiducia al governo insieme a Giuliano Cazzola, Alfredo Mantovano e Gennaro Malgeri. Gli astenuti sono stati 140, cioè circa la metà del gruppo del Pdl che originariamente era composto da 276 deputati. Oggi anche se tutti gli astenuti avessero votato contro il governo, Monti avrebbe avuto la fiducia della Camera. Le defezioni nel Pdl sono sempre di più.

- hanno collaborato Paolo Biondi e Massimiliano Di Giorgio

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