PUNTO 1 - Monti aspetta valutazioni Napolitano dopo strappo Pdl

giovedì 6 dicembre 2012 19:49
 

(Aggiunge dichiarazioni Monti, contesto)

ROMA, 6 dicembre (Reuters) - Mario Monti evita di commentare la defezione del Pdl in Parlamento e rimanda qualsiasi decisione da parte sua al momento in cui si sarà confrontato con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

"Sono stato e sono in contatto con il presidente della Repubblica. Attendo di conoscere le sue valutazioni sulla base del passo del segretario del Pdl [Angelino Alfano] di recarsi dal Capo dello Stato", ha detto Monti nella conferenza stampa indetta al termine del Cdm.

Il presidente del Consiglio non dice se anche lui si recherà al Colle: "Non ho in programma nessun passo. Come ho già detto, attendo di conoscere le valutazioni del capo dello stato".

Il Pdl non ha partecipato in Senato al voto di fiducia sul decreto sviluppo e si è astenuto nella fiducia alla Camera sul decreto legge che riduce i costi della politica a livello locale. La decisione, assunta dopo che il ministro Corrado Passera ha formulato valutazioni critiche sulla possibile ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi, riflette le insofferenze del partito per le politiche del governo.

"Oggi ho parlato con Passera, non delle sue dichiarazioni che ho letto successivamente. No, di quello non ho parlato", ha risposto Monti a chi chiedeva se condividesse i commenti del suo ministro.

"Naturalmente, se ravvisassi atteggiamenti o scelte dei miei ministri a mio giudizio suscettibili di critica o di raccomandazione, affronterei il tema con i ministri medesimi. Non sta a me dirvi che singole dichiarazioni possono essere più felici o meno felici. Bisogna sempre considerare il contesto in cui si collocano", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Monti evita di commentare le critiche mosse al governo dai parlamentari del Pdl -- "questo non è un momento opportuno", dice -- ed esclude che le fibrillazioni in Parlamento siano da collegare al varo del decreto legislativo che impedisce ai condannati con pena definitiva di candidarsi.

"Non appartiene al governo fare processi alle intenzioni, né particolari orientamenti o sentimenti delle parti politiche hanno influenzato il lavoro del governo che è stato rigoroso, con obiettività di criteri ed ancorato agli indirizzi dati dal Parlamento ancor prima della nascita di questo governo", ha detto il capo del governo.   Continua...