6 dicembre 2012 / 16:23 / tra 5 anni

SINTESI - Bce peggiora scenario 2013, ha discusso depositi negativi

* Stime trimestrali staff indicano rischio recessione anche in 2013

* Decisione su tassi a maggioranza, consiglio ha discusso di depositi negativi

* Tassi fermi, finanziamento principale a rubinetto almeno fino a luglio

* Mercati finanziari leggono messaggio Draghi come ‘dovish’

MILANO, 6 dicembre (Reuters) - Eloquente e, almeno a giudicare dalla reazione dei mercati, ancora più pessimista delle attese l‘aggiornamento trimestrale delle stime a cura dello staff Bce.

Se il 2012 si chiuderà come ampiamente scontato con una contrazione economica, i diciassette Paesi dell‘unione monetaria sono a rischio recessione anche il prossimo anno.

Corrette dunque al ribasso rispetto a settembre le proiezioni di crescita per quest‘anno e il prossimo così come quelle per l‘inflazione 2013.

Se l‘economia langue e i rischi sui prezzi al consumo restano bilanciati, come ripete ormai da mesi e fa anche oggi Mario Draghi nella conferenza stampa dopo l‘attesa conferma dei tassi, è facile presumere che la porta a un nuovo allentamento del costo del denaro non può essere del tutto chiusa.

Di più: la decisione sui tassi è stata votata a maggioranza dopo un‘approfondita discussione in cui il consiglio ha parlato anche dell‘ipotesi di portare in negativo i depositi marginali delle banche in Bce, attualmente a remunerazione nulla.

“Sul fronte operativo siamo pronti, la discussione non è però entrata nei dettagli su questo punto. Abbiamo brevemente preso in considerazione le complessità che una tale misura implicherebbe e i possibili effetti indesiderati” risponde il presidente Bce alla domanda se si sia valutata l‘ipotesi di tassi negativi sui depositi.

“La discussione è stata approfondita... si è però deciso a maggioranza di lasciare i tassi invariati” spiega, lasciando così intendere che qualcuno in consiglio era probabilmente a favore di un taglio già oggi.

La lettura dei mercati non lascia spazio a equivoco: euro sotto 1,30 dollari, futures Bund sui massimi, Eonia forward in caduta e balzo dei derivati Euribor.

A monte del tono leggermente più ‘dovish’ delle attese del banchiere centrale europeo stanno comunque principalmente le nuove stime macro dello staff.

Rispetto alle attese di settembre, per il prodotto interno lordo la forchetta passa a -0,6/-0,4% da -0,6/-0,2% su quest‘anno ma soprattutto a -0,9/+0,3% da -0,4/+1,4% sul prossimo.

L‘elevata incertezza per le prospettive più a lungo termine si riflette infine sulle prime prospettive per il 2014, per cui il range è particolarmente largo e si indica +0,2/2,2%.

“Sulle prospettive per i tassi [Mario Draghi] è piuttosto ribassista, tutte le proiezioni sono molto deboli e il messaggio di fondo è indubbiamante ‘dovish’” osserva David Keeble, numero uno degli strategist per il reddito fisso a Credit Agricole.

“Le nuove stime su inflazione e Pil sono più ribassiste di quanto prevedessimo e non sorprende che alcuni consiglieri fossero favorevoli a un taglio” si legge in una nota dell‘ufficio studi UniCredit a cura di Marco Valli.

“La Bce continua però a ritenere già accomodante l‘attuale orientamento di politica monetaria; confermiamo dunque la nostra previsione di tassi invariati nel nostro orizzonte previsivo” continua.

In piena armonia con le scommesse di mercato e investitori la decisione di mantenere la formula ‘a rubinetto’ per i finanziamenti principali a sette giorni “finché necessario, almeno fino a luglio 2013”.

Altrettanto previsti e prevedibili, da ultimo, i commenti sul programma ‘omt’ annunciato a settembre. Francoforte è pronta ad attivare gli acquisti illimitati di titoli di Stato dei Paesi della zona euro che lo chiederanno e il semplice annuncio del programma ha portato, da settembre a questa parte, un deciso allentamento delle pressioni sui rendimenti.

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