5 dicembre 2012 / 09:48 / tra 5 anni

PUNTO 2 - Decreto sviluppo, governo prende tempo, attesa fiducia

(Cambia titolo)

ROMA, 5 dicembre (Reuters) - Il Senato sospende fino alle 16,00 l‘esame del decreto sviluppo per dare tempo al governo di depositare le relazioni tecniche sugli emendamenti approvati dalla commissione Industria.

A formulare la richiesta di rinviare i lavori è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, subito dopo l‘intervento di Corrado Passera, titolare dello Sviluppo.

Passera ha precisato in aula che il governo non condivide tutte le modifiche introdotte dai senatori. Secondo il ministro, esiste ad esempio il “rischio di trovarsi non in linea con l‘Unione europea” sulle concessioni demaniali marittime, che un emendamento ha prorogato di cinque anni, dal 2015 al 2020 invece di metterle a gara.

Le perplessità dell‘esecutivo dovrebbero preludere alla presentazione di un maxiemendamento che corregga alcune parti del decreto. Da qui l‘esigenza di prendere tempo per negoziare con i partiti il da farsi.

Tra le novità, la commissione Industria ha approvato un emendamento che disciplina la conversione da privilegiate in ordinarie delle azioni detenute dalle Fondazioni bancarie nella Cassa depositi e prestiti.

Sul fronte telecomunicazioni, i senatori hanno introdotto un credito di imposta su Ires e Irap ai soggetti privati che partecipano alla costruzione di reti di nuova generazione (Ngn) “di importo inferiore a 500 milioni di euro predisposti da una apposita società di capitali costituita a tal fine dalla Cassa depositi e prestiti”.

Nel provvedimento è confluito poi il decreto legge che proroga di circa due anni l‘approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina per verificarne la fattibilità tecnica, un modo per rimandare l‘eventuale pagamento di una penale alle aziende coinvolte per la non realizzazione dell‘opera.

Altro emendamento di rilievo è quello che dà mandato al Tesoro di definire, attraverso un decreto, le disposizioni per la vendita agli inquilini degli immobili appartenenti ad enti previdenziali pubblici e casse private, fatti salvi “gli equilibri finanziari degli enti coinvolti”.

Non è invece passato l‘emendamento che rivede la disciplina sui Monti bond, le speciali obbligazioni che Banca Mps deve emettere a favore del Tesoro per colmare il deficit patrimoniale in base alle richieste dell‘Autorità bancaria europea.

L‘emendamento, bocciato dalla commissione Bilancio per l‘assenza della relazione tecnica, prevede che Mps possa pagare le cedole sui Monti bond anche con nuovi Monti bond o azioni ordinarie a valore di mercato se non dispone di risorse di cassa sufficienti. È possibile che il governo reintroduca la nuova disciplina sui Monti bond nel maxiemendamento.

(Giuseppe Fonte)

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