20 novembre 2012 / 16:58 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Bilancio Ue, anche Italia minaccia veto - Moavero

(Aggiunge contesto)

BRUXELLES, 20 novembre (Reuters) - Dopo la Gran Bretagna e l‘Austria, anche l‘Italia si dice pronta a porre il veto sul bilancio dell‘Unione europea per gli anni 2014-2020.

Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, in vista dei negoziati che si terranno al vertice dei Capi di Stato e di governo europei di questa settimana a Bruxelles.

“L‘Italia è pronta a usare il suo potere di veto se l‘accordo sul budget pluriennale fosse squilibrato e contro gli interessi dei nostri cittadini”, ha detto Moavero durante una conferenza stampa a margine di un vertice con gli altri ministri responsabili degli Affari europei.

Moavero ha confermato che i negoziati si basano su tagli di 100 miliardi, a fronte dei circa 80 suggeriti dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

Con circa l‘1% del Pil europeo, il bilancio comunitario è relativamente piccolo in confronto alla spesa pubblica europea nel suo complesso. Ciononostante, i negoziati producono spesso aspre dispute in cui tutti gli Stati membri cercano di massimizzare i propri ritorni.

A spingere di più per i tagli sono i contributori netti come Gran Bretagna, Germania e Francia, cioè gli Stati che ricevono meno di quanto erogano. Sul fronte opposto si trovano principalmente la Polonia e gli altri Paesi del vecchio blocco sovietico che, in quanto principali beneficiari dei trasferimenti europei, si oppongono a qualsiasi ipotesi di decurtazione.

Anche l‘Italia è un contributore netto e considera “una follia” dover versare ogni anno all‘Unione europea 6 miliardi in più di quanti ne riceva, come ha riferito una fonte governativa a Reuters a inizio mese.

La stessa fonte ha detto che Roma vuole ridurre il suo contributo netto di 1-2 miliardi, attraverso maggiori trasferimenti o tramite un meccanismo analogo al rimborso (rebate) di cui beneficiano Germania, Olanda, Svezia e Austria.

La maggior parte delle risorse comunitarie sono destinate all‘agricoltura (40% circa) e allo sviluppo delle regioni più povere (35% circa). Il resto va a ricerca, cooperazione e amministrazione (6%).

Con 9 miliardi di pagamenti netti, la Germania è il primo contributore dell‘Unione mentre la Gran Bretagna, che riceve un rimborso annuale sui versamenti a Bruxelles, è il quarto con 5,5 miliardi dopo la Francia (6,4 miliardi) e l‘Italia (5,9 miliardi).

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