Cdp, Consiglio Stato suggerisce norma per quota recesso Fondazioni

mercoledì 14 novembre 2012 12:31
 

ROMA, 14 novembre (Reuters) - Per evitare un possibile contenzioso tra Tesoro e Fondazioni sul valore con cui gli enti potranno entro l'anno convertire le azioni privilegiate o liquidare il loro 30% di Cdp, il Consiglio di Stato suggerisce un intervento normativo che permetta di riconoscere un maggiore valore di recesso rispetto a quello stabilito dallo Statuto della Cassa.

In particolare, secondo il parere reso oggi dal Consiglio di Stato su richiesta del ministero, potrebbero essere riconosciti alle Fondazioni "incrementi patrimoniali (e solo di tali incrementi patrimoniali) conseguiti da Cdp dal momento dell'ingresso delle fondazioni al momento dell'esercizio del diritto di recesso".

Per arrivare a questa soluzione, spiega il Consiglio di Stato, "la soluzione pertanto non potrebbe che essere rinvenuta sul piano normativo, con determinazione del valore di concambio e di liquidazione che tenga conto dei criteri sopra espressi, volti a circoscrivere la meritevolezza della partecipazione delle fondazioni agli incrementi patrimoniali, conseguiti successivamente al loro ingresso".

Nel formulare il parere, il consiglio di Stato ricorda anche i termini della relazione del ministero dell'Economia sulle ipotesi di conversione da parte delle Fondazioni basati su quanto prevede lo Statuto e che sono stati contestati dagli stessi enti azionisti della Cassa.

Nel caso di conversione alla pari, secondo il ministero, "le Fondazioni mantengono la partecipazione al 30% del capitale sociale di Cdp, versando il conguaglio" che assumendo come valore del patrimonio netto il valore del patrimonio netto contabile al 2011 pari a 14,5 miliardi di euro, "sarebbe superiore a 5 miliardi di euro, tenuto conto della decurtazione dell'extradividendo pari a circa 388 milioni di euro".

Nel caso di conversione non alla pari delle azioni privilegiate in azioni ordinarie, "le Fondazioni non versano alcun conguaglio, in tal caso diluirebbero la loro partecipazione ad una percentuale inferiore al 30%".

Infine in caso di recesso, ipotizza il Mef, le Fondazioni uscirebbero da Cdp "e riceverebbero 662 milioni di euro, calcolati a norma di statuto, come differenza tra il valore nominale della partecipazione (1.050 milioni) e l'extradividendo percepito (388 milioni)".

La facoltà di conversione alla pari con conguaglio e la facoltà di recedere potranno essere esercitate nel periodo dal 1° ottobre 2012 al 15 dicembre 2012.

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