Aeroporti, da piano riordino numero più che dimezzato - Ciaccia

lunedì 12 novembre 2012 14:42
 

FERRARA, 12 novembre (Reuters) - Dal piano del governo di riordino del settore aeroportuale uscirà un numero di scali più che dimezzato rispetto all'attuale.

Lo ha detto a Reuters il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Ciaccia, a margine di un convegno a Ferrara.

"Noi non possiamo permetterci il lusso di avere aeroporti che vivono in squilibrio economico, che viene in larga parte sopportato da soggetti pubblici", spiega Ciaccia.

La settimana scorsa, a Parma è esplosa la mina dello scalo 'Giuseppe Verdi'. Pur avendo pubblicato un comunicato per precisare che la società di gestione So.Ge.A.P. non è a rischio fallimento, Guido Dalla Rosa Prati e Franco Rastelli, rispettivamente presidente e direttore, hanno sottolineato che il socio di maggioranza privato (Meinl Bank, 67,95%) "non ha alcun interesse al mantenimento di una società in perdita, per la quale non vede un ritorno plausibile degli investimenti già effettuati (circa 37,5 milioni di euro dal 2007) e da effettuare".

Ciaccia è a conoscenza della situazione del Giuseppe Verdi. "L'aeroporto di Parma presenta forti squilibri economici e verrà valutato nell'ambito del piano nazionale aeroporti", argomenta il viceministro.

All'interno del piano, gli aeroporti dovranno rispettare "criteri economici o continuità territoriale. Non si può anticipare una valutazione su questo o su quell'aeroporto", ma "non c'è tempo per gli sprechi". Anche se ha delle qualità, l'aeroporto di Parma "non registra grandi volumi di traffico".

In generale, secondo Ciaccia, "cento aeroporti non ce li possiamo più permettere". Gli aeroporti dovranno rispondere a criteri: "Se mancano, c'è un problema, e ce l'hanno oltre il 50% degli aeroporti italiani. Se non rispettano i criteri, in base al federalismo demaniale verranno trasferiti alle Regioni, che si faranno carico di tutti gli oneri".

In conclusione, Ciaccia anticipa che gli aeroporti saranno "più che dimezzati".

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