12 novembre 2012 / 11:55 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Legge stabilità, empasse esodati, approdo aula giovedì

* Nulla di fatto dalla nuova riunione fra il governo e la maggioranza

* Polillo: evitare che il nodo esodati diventi un “vaso di Pandora”

* Per le richieste di Pdl, Pd e Udc servono altri 530 milioni in 2013 (Riscrive aggiungendo fonte maggioranza e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 12 novembre (Reuters) - La difficoltà di trovare una soluzione per gli esodati sta rallentando l‘esame della Legge di stabilità, che a questo punto dovrebbe approdare in aula non prima di giovedì 15 novembre.

Lo riferisce una fonte di maggioranza spiegando che non ci sono i tempi tecnici per chiudere il confronto in commissione Bilancio entro mercoledì, come prevede il calendario messo a punto dalla conferenza dei capigruppo.

Il nodo esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro né pensione, impedisce a governo e maggioranza di raggiungere un accordo anche su come riscrivere la manovra fiscale della Legge di stabilità.

L‘empasse è nata dopo che la Ragioneria generale dello Stato ha contestato per mancanza di copertura l‘emendamento depositato sabato dai relatori, Renato Brunetta (Pdl) e Pierpaolo Baretta (Pd).

“Bisogna scrivere la norma in modo da circoscrivere la platea ed evitare che diventi un vaso di pandora”, ha detto il sottosegretario al Tesoro, Gianfranco Polillo, al termine di un incontro con il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, il sottosegretario al Welfare Michel Martone e i relatori tenutosi questa mattina alla Camera.

AMPLIAMENTO PLATEA ESODATI RENDE COPERTURA INSUFFICIENTE

Il governo ha finora trovato una soluzione per i primi 130.000 esodati. L‘emendamento dei relatori introduce un meccanismo di autofinanziamento, prevede cioè di finanziare gli interventi a favore dei nuovi lavoratori da salvaguardare utilizzando le risorse già iscritte a bilancio per questo scopo ma che, a seguito di un monitoraggio, dovessero risultare inutilizzate.

A garantire la sostenibilità dell‘intervento sarebbe dovuto essere il principio in base al quale un esodato è tale solo quando esaurisce lo “scivolo” ottenuto dall‘azienda per licenziarsi.

La censura della Ragioneria deriva dal fatto che l‘emendamento include nella categoria degli esodati i lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 2011, “anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale” o “di cessazione dell‘attività dell‘impresa, purché privi di occupazione, che maturino il diritto alla pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi”.

Secondo i tecnici guidati da Mario Canzio, l‘estensione della platea rende di fatto insufficiente la copertura finanziaria.

MAGGIORANZA CHIEDE PIU’ RISORSE A GOVERNO

La maggioranza ha ottenuto dal governo la disponibilità a cancellare la riduzione dell‘Irpef sui redditi fino a 28.000 euro. I circa 4,2 miliardi liberati nel 2013 e i 6,6 del 2014 dovrebbero essere usati prima di tutto per abolire i tagli a detrazioni e deduzioni e per evitare l‘aumento dell‘aliquota Iva pari oggi al 10% (l‘aliquota ordinaria del 21% salirà di un punto dal mese di luglio del 2013).

Le risorse residue da redistribuire ammonterebbero quindi a circa 1 miliardi nel 2013, a 3,1 miliardi nel 2014 e a 2,5 miliardi nel 2015. La rotta tracciata da governo e maggioranza punta ad aumentare nel 2013 le detrazioni per coniugi e figli a carico e a ridurre nel 2014 cuneo fiscale e Irap. Il credito di imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo dovrebbe essere finanziato già dal 2013 con la soppressione dei sussidi alle imprese secondo il piano dell‘economista Francesco Giavazzi.

Il problema è che Pdl, Pd e Udc chiedono ulteriori risorse per cancellare altre misure fiscali già previste dalla Legge di stabilità: l‘aumento della tassazione sulle pensioni di guerra; la stretta sul settore agricolo; l‘aumento dal 4 al 10% dell‘Iva sulle cooperative agricole; il ripristino della clausola di salvaguardia sul Tfr.

Se il governo accettasse le richieste della maggioranza, servirebbero altri 530 milioni nel 2013, 320 nel 2014 e 313 milioni nel 2015.

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