Legge stabilità, margini su credito R&I, resta nodo uso risorse

martedì 6 novembre 2012 11:30
 

ROMA, 6 novembre (Reuters) - La soppressione di diversi sussidi alle imprese potrebbe garantire risorse adeguate per finanziare un credito di imposta su ricerca e innovazione già nel 2013.

Lo dice uno dei relatori alla Legge di stabilità, il deputato del Pd Pierpaolo Baretta, mentre prosegue il confronto tra maggioranza e governo su come utilizzare le risorse liberate dal mancato taglio dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro.

"Pensiamo di organizzare le risorse per partire, questo anche dal 2013, con il credito d'imposta sulla ricerca e sull'innovazione", ha detto Baretta parlando nel corso della trasmissione radiofonica Radio anch'io assieme all'altro relatore del disegno di legge, il deputato del Pdl Renato Brunetta.

In un rapporto commissionato dalla presidenza del Consiglio, l'economista Francesco Giavazzi ha stimato in 10 miliardi la dote ottenibile attraverso la soppressione di numerosi sussidi alle imprese. Un obiettivo che il governo ritiene irrealistico, come ha lasciato intendere in più di un'occasione il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli.

Secondo fonti parlamentari, il "tesoretto" Giavazzi oscillerebbe tra 1 e 2-2,5 miliardi di euro l'anno.

Il credito d'imposta per la R&I è un vecchio pallino del ministro Corrado Passera, mai tradotto in legge per problemi di copertura finanziaria. Nelle bozze del primo decreto sullo sviluppo il credito di imposta ammontava al 30% della spesa annua in ricerca e innovazione calcolata su un minimo di 50.000 e un massimo di 600.000 euro.

ANCORA DA SCIOGLIERE NODO RISORSE 2013

L'intesa di massima siglata mercoledì scorso tra governo e maggioranza prevede di sostituire al taglio dell'Irpef la riduzione del cuneo fiscale, di lasciare inalterata l'aliquota Iva del 10% e di sopprimere buona parte della stretta a deduzioni e detrazioni, a cominciare dalla retroattività al 2012.   Continua...