November 6, 2012 / 10:34 AM / 5 years ago

Legge stabilità, margini su credito R&I, resta nodo uso risorse

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ROMA, 6 novembre (Reuters) - La soppressione di diversi sussidi alle imprese potrebbe garantire risorse adeguate per finanziare un credito di imposta su ricerca e innovazione già nel 2013.

Lo dice uno dei relatori alla Legge di stabilità, il deputato del Pd Pierpaolo Baretta, mentre prosegue il confronto tra maggioranza e governo su come utilizzare le risorse liberate dal mancato taglio dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro.

"Pensiamo di organizzare le risorse per partire, questo anche dal 2013, con il credito d'imposta sulla ricerca e sull'innovazione", ha detto Baretta parlando nel corso della trasmissione radiofonica Radio anch'io assieme all'altro relatore del disegno di legge, il deputato del Pdl Renato Brunetta.

In un rapporto commissionato dalla presidenza del Consiglio, l'economista Francesco Giavazzi ha stimato in 10 miliardi la dote ottenibile attraverso la soppressione di numerosi sussidi alle imprese. Un obiettivo che il governo ritiene irrealistico, come ha lasciato intendere in più di un'occasione il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli.

Secondo fonti parlamentari, il "tesoretto" Giavazzi oscillerebbe tra 1 e 2-2,5 miliardi di euro l'anno.

Il credito d'imposta per la R&I è un vecchio pallino del ministro Corrado Passera, mai tradotto in legge per problemi di copertura finanziaria. Nelle bozze del primo decreto sullo sviluppo il credito di imposta ammontava al 30% della spesa annua in ricerca e innovazione calcolata su un minimo di 50.000 e un massimo di 600.000 euro.

Ancora Da Sciogliere Nodo Risorse 2013

L'intesa di massima siglata mercoledì scorso tra governo e maggioranza prevede di sostituire al taglio dell'Irpef la riduzione del cuneo fiscale, di lasciare inalterata l'aliquota Iva del 10% e di sopprimere buona parte della stretta a deduzioni e detrazioni, a cominciare dalla retroattività al 2012.

Abolire il taglio di un punto delle prime due aliquote Irpef sui redditi fino a 28.000 euro libera 4,27 miliardi circa nel 2013 e 6,6 nel 2014.

Evitare l'aumento di un punto dell'aliquota Iva al 10% dal prossimo mese di luglio brucia 1,16 miliardi quest'anno e 2,3 miliardi il prossimo, assumendo le previsioni contenute nella manovra correttiva di dicembre.

La marcia indietro su detrazioni e deduzioni rende indisponibili quasi 2 miliardi nel 2013 e 1,1 nel 2014.

Al netto di queste voci, la dote residua da redistribuire ammonta a 1,1 miliardi nel 2013, a 3,1 miliardi nel 2014 e a 2,5 miliardi nel 2015.

"Il problema che possiamo avere è sul 2013, dove abbiamo risorse contenute e dobbiamo decidere se partire dalle riduzioni in favore dei lavoratori. Nel 2014 e nel 2015 le risorse sono sufficientemente ampie e non abbiamo problemi per trovare una quadra", ha detto Baretta.

Per Pd Possibili Altri 200 Milioni Al Sociale

Pd, Pdl e Udc hanno idee diverse su come utilizzare i fondi. Il relatore del Pdl, Renato Brunetta, ha suggerito di raddoppiare la dote già prevista per la produttività (1,2 miliardi nel 2013 e 400 milioni nel 2014). Il Partito democratico insiste per agire sulle detrazioni a favore dei lavoratori dipendenti, aumentare gli stanziamenti a favore delle fasce più deboli della popolazione e trovare nuove risorse per gli esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro e senza pensione.

La maggioranza ha già incassato il via libera del governo a indicare quante risorse, dei 900 milioni contenuti nel fondo sociale istituito presso la presidenza del Consiglio, debbano andare a sostenere i malati di sla e i disabili gravi.

Oggi Baretta aggiunge che la dotazione del fondo potrebbe salire di 200 milioni a 1,1 miliardi in totale.

Tra le altre modifiche avanzate dai partiti, il Pd chiede di riportare a 18 da 24 le ore settimanali di insegnamento per i docenti. Il Pdl vuole aumentare le risorse alle forze dell'ordine. Una richiesta trasversale riguarda qualche forma di allentamento del patto di stabilità interno per i comuni.

(Giuseppe Fonte)

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