Province, governo riduce a 51, escluse Regioni Statuto speciale

mercoledì 31 ottobre 2012 13:34
 

ROMA, 31 ottobre (Reuters) - Il decreto legge approvato oggi dal governo sul riordino della Province prevede una riduzione da 86 a 51 comprese le città metropolitane, escludendo dal provvedimento del Regioni a statuto speciale.

Lo rende noto il comunicato del Consiglio dei ministri.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha detto che la riforma sarà operativa dal 2014 e nel novembre 2013 si terranno le elezioni per scegliere i nuovi vertici.

"Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l'esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. Il riordino delle province è stata l'occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un'altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica", si legge nel comunicato.

"Dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese", aggiunge la nota.

La riforma prevede il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. "Resta altresì ferma l'abolizione degli Assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo".

Il Consiglio dei ministri ha poi condiviso la proposta della Conferenza Stato-Regioni sul taglio dei costi delle Regioni che dovrebbe portare a un risparmio di 40 milioni di euro all'anno.

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