30 ottobre 2012 / 17:29 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Ue, confronto bilancio 2020 parte da base 50 mld tagli

* I grandi Stati vogliono tagli in linea con austerity

* Obiettivo chiudere il confronto al summit di fine novembre

* L‘Italia vuole un bilancio orientato alla crescita (Aggiunge ministro Terzi a paragrafo otto)

BRUXELLES, 30 ottobre (Reuters) - Un taglio di almeno 50 miliardi al bilancio europeo pluriennale da 1.000 miliardi di euro.

È questo, secondo quanto riferisce una fonte vicina al dossier, il punto di partenza del negoziato che vedrà impegnati da questa settimana i governi dell‘Unione a 27.

La riduzione dello stanziamento sarà formalizzata nella proposta sul piano di spesa per gli anni 2014-2020, ma sembra improbabile che sia sufficientemente consistente da soddisfare gli appetiti di Gran Bretagna, Germania, Francia e altri contributori netti, Paesi cioè che ricevono meno di quanto erogano.

In linea con le politiche di rigore nei conti pubblici adottate per contenere i debiti sovrani, questi Stati puntano a introdurre limiti rigidi alle spese comunitarie e sollecitano tagli di 100-200 miliardi agli stanziamenti suggeriti dalla Commissione europea. Sul fronte opposto si trovano la Polonia e gli altri Stati del vecchio blocco sovietico che, in quanto principali beneficiari dei trasferimenti europei, si oppongono a qualsiasi ipotesi di decurtazione del bilancio.

“Per come la vedo al momento, la riduzione rispetto alla proposta della Commissione sarà di 50 miliardi. Questa sarà la base dei negoziati”, ha riferito la fonte.

La bozza di partenza conterrà per la prima volta cifre precise e segna l‘avvio di una fase decisiva nel negoziato che i governi sperano di concludere in tempo utile per il Consiglio europeo del 22-23 novembre.

Per arrivare ai tagli, il testo conterrà in dettaglio le minori dotazioni di tutti i capitoli di bilancio: agricoltura, infrastrutture, investimenti e ricerca. Un fattore che potrebbe creare spaccature tra Stati come la Francia, interessati a escludere i sussidi all‘agricoltura tra i settori di intervento, e Stati come la Gran Bretagna e la Svezia, che vogliono concentrare le risorse sulla ricerca e su altre misure per stimolare la crescita.

Anche l‘Italia è un contributore netto e “chiede con forza che il bilancio sia orientato alla crescita”, ha detto oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Santagata.

Difficilmente la proposta conterrà riferimenti al destino del rimborso miliardario di cui la gode la Gran Bretagna e che la Commissione europea, spalleggiata da altri Stati, vorrebbe eliminare entro il 2020. Il nodo dovrebbe essere affrontato direttamente durante la riunione del Consiglio europeo. Il primo ministro David Cameron ha già minacciato il veto.

Con circa l‘1% del Pil europeo, il bilancio comunitario è relativamente piccolo in confronto alla spesa pubblica europea nel suo complesso, ma i negoziati spesso producono aspre dispute in cui tutti gli Stati cercano di massimizzare i propri ritorni.

Circa tre quarti dei fondi comunitari sono spesi per le sovvenzioni all‘agricoltura e per la costruzione di autostrade, aeroporti e altre infrastrutture nelle regioni più povere dei Paesi membri.

(Charlie Dunmore)

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