Cdp, preferiamo restare, recesso sarebbe a malincuore- Guzzetti

martedì 30 ottobre 2012 14:38
 

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - Le Fondazioni bancarie puntano a restare nel capitale della Cdp con la conversione del loro 30% di privilegiate in azioni ordinarie, secondo il Codice civile, ma se non sarà possibile dovranno a malincuore esercitare il recesso.

Lo ha detto il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti a margine della presentazione del rapporto Ipsos sul risparmio degli italiani.

"Preferiamo rimanere nella Cdp, ma se non sarà possibile recederemo. Vogliamo convertire rispettando il codice civile, ma aspettiamo che il Tesoro ci faccia conoscere le proprie decisioni", ha detto Guzzetti.

Le Fondazioni hanno il 30% di Cdp in azioni privilegiate, che hanno pagato circa un miliardo di euro ed entro fine anno devono convertire queste azioni in ordinarie o esercitare il recesso previsto dallo Statuto e da comunicare entro metà novembre.

La questione che divide Tesoro e Fondazioni è il valore da attribuire a questa quota, con le Fondazioni che vorrebbero conguagliare versando circa un miliardo, mentre secondo altre valutazioni ne dovrebbero versare circa 4.

"Lo statuto prevede il recesso, cosa che non vogliamo. Lo faremmo a malincuore, con grande dispiacere", ha aggiunto Guzzetti.

(Stefano Bernabei)

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