Italia, in 2013 'molto difficili' dismissioni per 1% Pil -fonte

lunedì 29 ottobre 2012 13:12
 

* Per immobili pubblici iter vendita in salita

* Difficile anche cessione altri asset

* Pil trim3 in calo, lievemente meno che in trim2

di Luca Trogni

MILANO, 29 ottobre (Reuters) - Nel 2013 per lo Stato sarà difficile varare cessioni per ridurre il rapporto debito/Pil di un punto percentuale. Pesano da un lato una situazione complessa degli immobili pubblici che si inserisce in quella critica del settore, dall'altro un portafoglio di società pubbliche che non ha più al suo interno asset cedibili di valore rilevante.

A dirlo a Reuters è una fonte del governo, che, per quanto riguarda la parte finale del 2012, stima nel terzo trimestre un ribasso congiunturale del Pil italiano leggermente più contenuto rispetto a quello dello 0,8% registrato nel secondo trimestre. E, soprattutto, sottolinea l'importanza di chiudere l'anno in corso con un deficit sotto il 3% del Pil, condizione per far chiudere alla Commissione Ue la procedura di deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia.

Tornando al debito, "l'obiettivo del governo di un calo del debito 2013 per l'1% del Pil è molto difficile dal punto di vista tecnico" spiega la fonte. "La cessione alla Cdp di Sace, Fintecna e Simest è stata una operazione che ha soddisfatto entrambe le parti, ma non è replicabile. Non ci sono più società di questo genere da cedere" spiega. Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha ribadito recentemente che il governo non ha intenzione di ridurre le sue partecipazioni in Eni, Enel e Finmeccanica [ID: nL5E8LMIKL]. L'operazione condotta quest'anno con la Cassa Depositi e Prestiti permetterà al Tesoro di incassare oltre nove miliardi .

A questo si aggiunge una "situazione immobiliare delicata" rispetto all'obiettivo di vendita. "In gran parte sono immobili in mano agli enti locali o, a livello centrale, occupati da uffici pubblici. Occorre un lavoro di valorizzazione che non si può concretizzare nel breve" spiega la fonte. "Nel settore immobiliare la situazione italiana è critica dal lato della domanda perchè non ci sono interlocutori nazionali. Ci sono soggetti internazionali interessati ai fondi immobiliari, meno agli immobili. Ricordiamoci che guardano solo agli immobili di pregio, a Milano e a Roma".

La scorsa settimana il ministro Grilli, nel corso di un seminario, aveva spiegato che lo Stato può procedere in tempi rapidi alla dismissione di beni immobili per 3-5 miliardi di euro. L'obiettivo del governo è quello di attivare un programma pluriennale di valorizzazioni e vendite immobiliari che, a regime, possa assicurare risorse per 15-20 miliardi annuali (1% del Pil) per i prossimi cinque anni. .   Continua...