Btp, offerta netta 2013 a livelli pre-crisi - studio Intesa

martedì 23 ottobre 2012 15:52
 

MILANO, 23 ottobre (Reuters) - Un fabbisogno del settore statale atteso in forte calo insieme a un alleggerimento delle scadenze si configurano come condizione tale da permettere al ministero dell'Economia di riportare il prossimo anno l'offerta netta di debito pubblico sui livelli precedenti la crisi partita dai 'sub prime' Usa.

Questa l'analisi dell'ufficio studi Intesa Sanpaolo a cura di Chiara Manenti.

Le esigenze di copertura del settore statale dovrebbbero infatti, secondo le stime dell'analista, ridursi l'anno prossimo a 24 miliardi dai 41 di quest'anno, mentre il totale della carta a medio e lungo termine da rimborsare passa a 159 miliardi dai 204 del 2012, con il risultato di emissioni lorde - Bot compresi - pari a 420 miliardi contro i 462 attesi quest'anno.

"In termini netti, le emissioni di Btp dovrebbero tornare sui livelli pre-crisi, passando da circa 60 miliardi nel 2012 a 38 miliardi nel 2013. Le emissioni nette di Bot dovrebbero tornare ad essere negative per circa 6 miliardi di euro nel 2013 da +16 miliardi attesi nel 2012" si legge nello studio, secondo cui anche l'offerta di Cct sarà negativa per 6 miliardi mentre quella di Ctz sarà positiva per 10.

"Le nostre previsioni sono lievemente più negative di quelle del Governo circa la ripresa del ciclo nel 2013, mentre dal lato dei conti pubblici riteniamo che possa esserci spazio per un risultato migliore rispetto al target ufficiale sulla voce relativa alla spesa per interessi, che permetterebbe di compensare l'effetto espansivo della Legge di stabilità" spiega l'analista.

A livello aggregato, continua, il fabbisogno dell'anno prossimo sarà finanziato principalmente attraverso le emissioni domestiche, mentre un ruolo residuale dovrebbero giocare l'offerta in valuta estera (2,5 miliardi lordi sui 4,1 miliardi in scadenza) e i buoni postali (3,3 miliardi su 4 del 2012).

"Il saldo sul conto di disponibilità è ipotizzato stabile sul livello previsto per la fine di quest'anno (24 miliardi). Si assume che l'eventuale gettito derivante dalla privatizzazione del patrimonio immobiliare statale, pari nei programmi del Governo a un punto percentuale di Pil (15 miliardi) sia utilizzato per la riduzione del debito attraverso operazioni di buy-back anziché attraverso il rimborso di debito in scadenza, così da avere un effetto neutrale sul rifinanziamento annuale".

Passando a livello di singoli strumenti di raccolta, su un totale lordo di 420 miliardi, le stime dell'ufficio studi sono di 8 miliardi per il comparto Ccteu, rispetto ai 5 miliardi di quest'anno, 155 miliardi per il Btp (inclusi 19 miliardi di indicizzati), 33 miliardi per il Ctz (38 nel 2012) e 225 miliardi per i Bot, contro una scadenza di 231 miliardi.

Nell'insieme dei Btp (155 miliardi), Manenti proietta l'offerta 2013 spalmata per 38 miliardi sul comparto a tre anni, 52 miliardi a cinque anni, 42 a dieci, 8 a 15 anni e 19 miliardi di indicizzati.   Continua...