Cdp, conversione priv Fondazioni complessa ma entro anno- Bassanini

martedì 23 ottobre 2012 14:19
 

ROMA, 23 ottobre (Reuters) - La conversione delle azioni privilegiate di Cdp in mano alle Fondazioni bancarie deve avvenire entro la fine dell'anno, come prevede lo statuto, anche se l'attribuzione di un valore a questo 30% del capitale è complicata.

Lo ha detto Franco Bassanini, presidente Cdp, a margine del Top utility award, un premio alle eccellenze nel settore delle società di pubblica utilità, a Roma.

"La questione credo che vada chiusa, come dice lo statuto, entro la fine di dicembre con una soluzione che regga ad eventuali ricorsi e con buona pace di chi ha soluzioni in tasca", ha detto Bassanini a chi ha chiesto se ritenga possibile una proroga del termine di fine anno. "Il punto vero è come si valutano le azioni privilegiate".

Le Fondazioni devono convertire entro fine anno il 30% di Cdp che hanno in azioni privilegiate ma c'è discordanza se e per quanto debbano integrare il miliardo versato a suo tempo per vedere le loro quote trasformate in ordinarie. Secondo alcuni calcoli, riportati dai media e contestati dalle Fondazioni, potrebbe essere una conversione salata, fino a 4 miliardi di euro.

"Le fondazioni possono convertire o recedere. Se recedono hanno diritto di chiedere la liquidazione per la loro quota. Se convertono il problema è stabilire l'effettivo valore delle azioni privilegiate, cioè se il rapporto è alla pari o no. È una valutazione molto complicata ed esistono molti pareri discordanti. Bisogna valutare come si interpretano le norme statutarie e quelle del codice civile a cui anche lo statuto rimanda", ha ricordato il presidente della Cdp.

L'eventuale liquidazione della quota, per le Fondazioni che recedono, è regolata dall'articolo 9 dello Statuto e sconta dal valore del capitale da liquidare una quota dei dividendi incassati dalle Fondazioni.

Lo scorso 19 settembre il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti aveva parlato del tema sottolineando che tre anni fa era stato deciso un rinvio e che "dal punto di vista statutario è possibile qualsiasi soluzione: si potrebbe teoricamente rinviare".

Il capitale di Cdp è al 70% in capo al ministero dell'Economia e per il resto alle Fondazioni.

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