Italia saggia, con il voto non butterà via cose fatte-Napolitano

martedì 23 ottobre 2012 13:31
 

ROMA, 23 ottobre (Reuters) - Gli italiani sono saggi e alle prossime elezioni politiche di primavera non butteranno via i frutti delle difficili riforme avviate dal governo di Mario Monti per risanare i conti pubblici e andare incontro alle richieste europee.

Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una intervista a Marc Leijendekkler pubblicata dal quotidiano olandese Nrc Handelsblad con il titolo 'Avere fiducia nella saggezza degli italiani' alla vigilia della visita di Stato dello stesso Napolitano nei Paesi Bassi.

"Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici. Se cambiassimo rotta adesso, a che pro sacrifici, tasse e riforme? Gli italiani si rendono ben conto che tali scelte avevano uno scopo preciso, quello di salvare il ruolo dell'Italia nell'Europa della moneta unica. Questa la ragione per cui hanno accettato tali scelte", ha detto Napolitano.

"Siamo passati da una situazione d'emergenza ad una fase di stabilizzazione. Il premier Monti ha avviato una profonda fase di risanamento dei conti pubblici e ha varato una serie impressionante di riforme", ha affermato Napolitano che, poi, rispondendo a una domanda sul dopo governo Monti ha sottolineato che non c'è motivo di porsi interrogativi sull'Italia: "Il voto è un esercizio fondamentale di democrazia che non può essere certo eluso. Il risultato elettorale è sempre e dovunque circondato da incognite. Dobbiamo avere fiducia nella saggezza dei nostri cittadini. Lo ha dimostrato il suo paese in settembre, come la Grecia in giugno".

Il capo dello Stato ha insistito sul percorso che deve portare all'Unione politica europea: "Più parliamo con un'unica voce europea, più contiamo. L'alternativa è di non contare affatto. Quando la storia ritorna sui suoi passi diventa archeologia. Non ci resta che avanzare nell'integrazione".

"Questo processo, graduale come è sempre stato, ci aiuta anche a riscoprire il nostro comune destino. Esiste un collegamento inscindibile tra legittimità democratica delle istituzioni comunitarie, solidarietà fra gli Stati membri e accettazione da parte di ciascuno di essi di una disciplina comune. Tutti i politici e organi di informazione in prima fila, devono cambiare il modo con cui parlano dell'Europa. Dobbiamo riflettere ad una nuova narrativa che metta ben in luce i benefici dell'appartenenza all'Unione Europea e i costi della 'non Europa'", ha concluso il capo dello Stato.

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