18 ottobre 2012 / 15:41 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Legge stabilità riduce tasse "senza dubbio" - Grilli

(Aggiunge dichiarazioni Grilli e contesto)

ROMA, 18 ottobre (Reuters) - La Legge di stabilità riduce "senza dubbio" le tasse, secondo il ministro dell'Economia Vittorio Grilli.

Intervenendo al Senato in risposta ad un'interrogazione parlamentare, Grilli ha commentato le critiche che i partiti di maggioranza rivolgono da giorni al governo per come è impostata la manovra di bilancio.

"Questa Legge di stabilità riduce senza dubbio le tasse", ha detto il titolare del dicastero di Via XX settembre. "Non bisogna dimenticare che senza questa legge l'Iva sarebbe aumentata di due punti percentuali" anziché di uno.

La Legge di stabilità prevede riduzioni d'imposta complessive pari a 2,36 miliardi nel 2013 e a poco più di un miliardo nel 2014, secondo la relazione tecnica del governo. Gli effetti della manovra cambiano di segno nel 2015, quando famiglie e imprese dovranno pagare 302 milioni di tasse in più.

Tuttavia, per capire l'impatto concreto su contribuenti e imprese bisogna fare attenzione a come il governo considera la variabile Iva. Il ministero dell'Economia registra come minore entrata l'intervento sull'Iva perché guarda all'impatto sul bilancio pubblico. Per i contribuenti, invece, il prelievo aggiuntivo vale 3,28 miliardi nel 2013 e 6,56 miliardi dal 2014.

Tenendo conto dell'Iva, il saldo tra maggiori e minori entrate fa salire la pressione tributaria di circa 921 milioni nel 2013, di 5,5 miliardi nel 2014 e di oltre 6 miliardi nel 2015.

Pdl, Pd e Udc ritengono che la struttura della manovra sia regressiva perché rischia di pesa di più su chi ha un minor reddito disponibile.

"Assicuriamo il governo che manterremo i saldi o discuteremo con loro eventuali nuovi saldi, ma all'interno di questi il Parlamento farà delle scelte di merito", ha detto oggi uno dei relatori, il deputato del Pd Pierpaolo Baretta.

Grilli dice che la manovra assicura "una migliore composizione del carico fiscale" intervenendo su tre assi: l'Iva, la riduzione dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro e le agevolazioni fiscali sulla produttività del lavoro.

"Il Parlamento potrebbe decidere di agire solo su un asse", ha suggerito il ministro ribadendo la sua disponibilità a valutare modifiche.

Il Pdl vuole mantenere il taglio dell'Irpef ma chiede di eliminare anche l'aumento dell'Iva. Il Pd critica soprattutto la stretta a deduzioni e detrazioni, che in deroga allo Statuto del contribuente è retroattiva al 2012.

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