18 ottobre 2012 / 12:52 / 5 anni fa

Mps, più faticoso accesso mercato capitali dopo Moody's - banker

MILANO, 18 ottobre (Reuters) - Se Monte dei Paschi avesse necessità di tornare sul mercato dei capitali per finanziarsi dovrebbe confrontarsi con investitori ancora più guardinghi circa la sua situazione, nel timore che la decisione di ieri di Moody's di abbassare il rating al livello di junk , possa essere seguita da altre agenzie.

"L'investitore aveva già messo il bollino rosso da un po' di tempo su Monte dei Paschi, da quando ha visto che è la sola banca italiana che non ha superato l'ultimo stress test e che ha ricevuto sostegno dallo Stato" dice il responsabile del mercato primario di una grossa banca londinese. "Con la riduzione decisa da Moody's ora gli inevestitori diventano più guardinghi perchè temono che altre agenzie di rating nei prossimi mesi potrebbero seguirla".

Moody's ha ridotto il rating di Mps di due notch portandolo a 'Ba2', il secondo livello di 'non-investment grade', da 'Baa3', con l'outlook che rimane negativo.

Con outlook negativo c'è anche il rating di S&P's attualmente al livello di 'BBB-', vale a dire l'ultimo livello di 'investment grade'. Quindi una sua futura azione sul rating porterebbe lo necessariamente anch'esso al livello di junk.

Più al sicuro è il rating attribuito da Ficht che è a 'BBB' e con outlook stabile.

"Per ora il downgrade riguarda una sola agenzia di rating e ciò in sè non è ancora una gran problema" aggiunge il banchiere.

"Diventa un vero problema quando tutte e quattro le agenzie di rating condiderate dalla Bce portano la loro valutazione a junk perchè allora i bond di Mps non posso essere usati come collaterale".

La Bce, infatti, nella sua valutazione degli asset da prendere a garanzia in occasione dei suoi rifinanziamenti tiene conto del rating delle quattro maggori agenzie (oltre alle tre citate c'è Dbrs). E' sufficiente quindi che un asset mantenga uno solo dei rating a livello di 'investment-grade' per poter essere accettato.

Tuttavia anche questo solo downgrade di Moody's può portare a conseguenze negative sul mercato dei capitali per Mps.

"Ci sono investitori che hanno linee guida per i mandati di investimento molto stringenti" dice un altro banchiere a Londra. "Ad alcuni di essi - real money, fondi - non è consentito investire su emittenti che hanno anche un solo rating al livello di junk. Ciò significa che con l'azione di ieri di Moody's viene a restringersi quella platea naturale di investitori su cui un'emittente può contare. E quindi può diventare più difficile l'accesso ai mercati".

GIA' A META' SETTEMBRE LANCIO FATICOSO PER BOND MPS 2 ANNI

Monte Paschi ha già saggiato recentemente la freddezza degli investitori nei suoi confronti.

In occasione dell'emissione del suo bond a 2 anni (cedola 4-7/8) della metà di settembre, l'istituto senese per raccogliere con qualche fatica 500 milioni ha dovuto pagare uno spread sul midswap pari a 450 punti base, una cinquantina di punti sopra i suoi stessi bond sul mercato, 105 punti base in più rispetto a un bond di Intesa Sanpaolo a 4 anni e 60 in più rispetto a un bond Unicredit a tre anni emessi in quegli stessi giorni per volumi superiori al miliardo

"Anche in quell'occasione l'accoglienza del mercato era stata freddina, poichè già era evidente la situazione debitoria dell'istituto" ricorda uno dei banchieri.

La quotazione di quello stesso bond sul mercato è poi migliorata dall'emissione sulla scia del miglioramento dei mercati in generale, fino al calo di oggi.

"I bond di Mps stavano molto peggio un mese fa, quando è stato emesso il bond 2014. Da allora il mercato in generale è migliorato e con esso anche i bond di Mps. Tanto che quello stesso bond quotava ieri 442 punti base sul midswap, quindi più stretto di quando era stato emesso. Oggi però dopo il downgrade ha allargato di 15 pb" dice un dealer del mercato secondario che segnala anche il bond Mps scadenza 2015 che ieri quotava 475 pb e oggi ha allargato di circa 25 pb.

A vantaggio di Rocca Salimbeni c'è il fatto che non ci sono immediate esigenze di finanziamento visto il positivo livello di liquidità. L'Ad Fabrizio Viola ha detto stamane a Reuters che "non ci sono effetti immediati sul funding perché la liquidità della banca è positiva".

(Gabriella Bruschi)

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