18 ottobre 2012 / 15:56 / 5 anni fa

SINTESI - Btp Italia, risparmiatori spingono Tesoro a record

* Ordini totali arrivano a 18 miliardi, primato per singola operazione

* Boom raccolta offre spazi manovra in gestione copertura fabbisogno

* Risposta retail mostra esistenza solida base di investitori

di Elvira Pollina e Francesca Landini

MILANO, 18 ottobre (Reuters) - Un successo che ha superato anche le più rosee previsioni e che testimonia l'esistenza di una solida base di risparmiatori nazionali, pronti a investire in titoli di Stato anche su scadenze più lunghe dei Bot, in presenza di un clima di mercato in cui gli scenari più estremi sembrano scongiurati.

E' il messaggio che si ricava al termine della cavalcata, durata quattro giorni, del nuovo Btp Italia ottobre 2016 -disegnato dal Tesoro per la clientela retail e indicizzato al tasso d'inflazione nazionale - capace di raccogliere la cifra record di 18 miliardi di euro, 7,84 solo oggi.

Un vero e proprio primato: mai il ministero dell'Economia ha rastrellato un importo del genere con una singola operazione, considerando anche le aste dei Bot, in cui le cifre sono mediamente più alte rispetto al medio-lungo. Qui il record di allocazione era detenuto da un Btp 15 anni offerto in sindacato nel 2004 per 8 miliardi.

Al confronto con quella chiusa oggi, le prime due emissioni di Btp Italia, realizzate a marzo e giugno e chiuse rispettivamente con una raccolta di 7,3 e 1,74 miliardi di euro, impallidiscono.

E così il Tesoro, in vista della fine dell'anno, si ritrova un margine di manovra ben superiore a qualsiasi aspettativa - il target di raccolta per il terzo Btp Italia tra gli addetti ai lavori si aggirava intorno tra i 3 e i 5 miliardi - nella gestione della copertura del fabbisogno del settore statale.

Quest'ultimo, infatti, era stato alzato nell'aggiornamento al Def di settembre a 45 miliardi dai 27 stimati a fine aprile. Ma il gap in termini di emissioni è stato colmato dell'exploit del Btp Italia.

"In Italia c'è un bacino potenziale di domanda costituito dai piccoli risparmiatori che l'impegno a difesa dell'euro da parte delle istituzioni europee è riuscito a mobilitare", spiega Luca Cazzulani, vice responsabile per la divisione reddito fisso di UniCredit, una delle due banche, insieme a Monte dei Paschi, che ha curato l'emissione.

Sono stati proprio i mini-ordini, da poche migliaia di euro, a trascinare la domanda nelle prime due giornate di offerta. "A partire dal terzo giorno si sono affacciati gli investitori istituzionali, anche esteri: fondi pensione, assicurazioni e corporate che hanno contribuito a far lievitare la raccolta", spiega un operatore coinvolto nel placement.

EFFETTO BCE, MA NON SOLO

Quello che ha davvero cambiato il quadro rispetto alle precedenti tornate di offerta di Btp Italia è l'entrata in vigore del Meccanismo di Stabilità Esm, ma soprattutto la presentazione del programma di intervento sui bond della Banca centrale europea.

Una rete di sicurezza che ad oggi i mercati non si sono azzardati a sfidare e che ha limitato la volatilità, nonostante il tira-e-molla spagnolo sulla richiesta di aiuti, passo necessario per l'attivazione degli acquisti illimitati di bond sovrani da parte di Francoforte.

"E' come avere una nave da guerra con i fucili puntati pronti a sparare. Sicuramente prima di provare ad attaccarla, uno ci pensa due volte", spiegava un dealer di una banca italiana specialista pochi giorni dopo la presentazione del nuovo schema di intervento predisposto dal governatore Mario Draghi, agli inizi di settembre.

L'effetto calmieratore sui tassi italiani è stato progressivo: è iniziato sulle scadenze più brevi - quelle fino a tre anni, che sarebbero immediatamente coperte dall'intervento della Banca centrale europea - e si è esteso a quelle più lunghe, portando il rendimento del decennale a scendere al 4,77%, a livelli di giugno 2011, quando la crisi dei debiti sovrani aveva iniziato la sua escalation.

SUPPORTO DA SCADENZE TITOLI, PROSPETTIVE INFLAZIONE

Se di fondo, dunque, il contesto favorevole è stato determinato dall'unitarietà di intenti mostrata dai vari attori europei a difesa della valuta unica, ci sono poi una serie di fattori più specifici che hanno determinato il successo del Btp Italia.

Ha fatto gioco al Tesoro la liquidità tornata nelle tasche degli investitori il 15 ottobre, primo giorno di raccolta, quando sono scaduti 26 miliardi tra Bot e Btp. E poi l'assenza di riversamenti fiscali, che a giugno - leggasi Imu - avevano determinato il sostanziale flop della seconda edizione.

Inoltre i Bot, strumento su cui si è tradizionalmente concentrata la clientela retail, e su cui il Tesoro aveva puntato pesantemente nei mesi in cui il contesto era più incerto e si navigava a vista sulle scadenze medio-lunghe, hanno mostrato una netta discesa dei tassi. Attualmente, infatti, un titolo a sei mesi rende poco più dell'1%.

La cedola minima reale del Btp Italia, al 2,55%, garantisce un miglior rendimento rispetto a un analogo titolo a tasso fisso anche con un'inflazione molto bassa. Senza contare poi che il Tesoro assicura un premio fedeltà del 4 per mille a chi detiene il titolo fino a scadenza.

Un normale Btp quadriennale, infatti, sul mercato rende circa il 3,3% nominale. UniCredit stima che il Foi, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati con esclusione dei tabacchi, cui è legato il Btp Italia, cresca dell'1,6% nei prossimi 12 mesi.

Sempre che non scatti il nuovo aumento di un punto percentuale dell'Iva, previsto nella legge di stabilità. I rischi sul costo della vita, dunque, sono verso l'alto.

Allettate anche dal livello della cedola del primo Btp Italia che offre finora un tasso lordo annuo di circa il 5,5%, le famiglie italiane, alla ricerca di uno strumento con cui cautelarsi dai rincari, hanno deciso di affidarsi a un emittente che negli ultimi mesi si è guadagnato un'immagine più rassicurante sul profilo di rischio.

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