Lavoro, decreto per ridurre a 1 mese pausa contratti a termine-Fornero

martedì 16 ottobre 2012 08:32
 

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Correzioni in arrivo per la riforma del mercato del lavoro. Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha annunciato in un colloquio con il Sole 24 Ore che presto sarà varato un decreto interministeriale che accorcia a un mese la pausa che deve intercorrere tra due contratti a termine.

"Sui contratti a termine posso annunciare che stiamo pensando ad una misura di adattamento sugli intervalli di attesa imposti tra un rinnovo e l'altro con l'obiettivo di ridurli il più possibile. Stiamo già lavorando ad un decreto interministeriale da scrivere sulla base delle proposte finali che stiamo aspettando dalle parti sociali. L'ipotesi è quella di ridurre a un mese al massimo il termine di sospensione fra un rinnovo e l'altro", ha detto il ministro al giornalista che le faceva notare come siano 400.000 i contratti a termine in scadenza e, considerando che la riforma del mercato del lavoro per come è stata approvata prevede una vacatio tra 60 e 90 giorni, tanti lavoratori rischiano si restare senza occupazione.

"L'ipotesi è di ridurre a un mese al massimo il termine di sospensione tra un rinnovo e l'altro", ha spiegato il ministro.

Fornero è poi tornata a ribadire che la riforma delle pensioni non si cambia e che il governo ha provveduto a salvaguardare 120.000 esodati, ai quali si vedono aggiungere altri 10.000 lavoratori che erano esclusi dalla finestra mobile. Altri interventi saranno possibili solo per casi individuali.

Gli esodati sono quei lavoratori che prima del varo della riforma previdenziale Fornero avevano raggiunto accordi con l'azienda per lasciare prima il lavoro e scivolare verso la pensione. A seguito della riforma, che alza i requisiti anagrafici per la pensione, rischiano di restare senza lavoro e senza assegno.

Fornero ha firmato la scorsa settimana un decreto che esclude 10.000 lavoratori dalla applicazione della finestra mobile, norma contenuta nella manovra 2010 del governo Berlusconi che ritarda la pensione tra un anno e 18 mesi. Senza il decreto tali lavoratori, finita la mobilità, si sarebbero trovati a dover aspettare per la pensione senza ricevere alcuno stipendio.

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