15 ottobre 2012 / 16:12 / tra 5 anni

PUNTO 1-Btp Italia sfiora traguardo 2,5 mld in primo giorno offerta

* Terza tornata debutta con boom ordini grazie a distensione mercato

* Importo supera intero ammontare emissione di giugno

* Supporto da scadenze titoli, prospettive inflazione (aggiunge numero contratti sottoscritti da nota Borsa Italiana)

di Elvira Pollina

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Un contesto di mercato più favorevole unitamente all'assenza di versamenti fiscali ma soprattutto l'elevata liquidità derivante dalla scadenza di Bot e Btp per complessivi 26 miliardi hanno spinto verso l'alto gli ordini del terzo Btp Italia, emissione che il Tesoro ha disegnato per gli investitori retail.

Nella prima giornata di collocamento il titolo ottobre 2016 , indicizzato all'inflazione nazionale Foi, quotato sul Mot e con un tasso cedolare minimo garantito pari al 2,55%, è stato richiesto per 2,483 miliardi, superando l'intero importo della seconda tornata a giugno, quando erano stati raccolti 1,74 miliardi complessivi, e battendo gli ordini registrati in ogni singola giornata della prima emissione a marzo.

Il numero dei contratti sottoscritti - dice una nota di Borsa Italiana - è pari a 40.929. L'offerta si chiuderà giovedì.

"Non posso che dirmi soddisfatto. Il titolo emesso a marzo nella prima giornata aveva raccolto ordini per un miliardo e mezzo. Oggi è andata meglio", dice un dealer coinvolto nel placement. Alla fine dei quattro giorni di collocamento a marzo si arrivò alla quota record di 7,3 miliardi.

CONTESTO FAVOREVOLE

A stimolare gli investitori ha contribuito un contesto di mercato decisamente più disteso rispetto all'ultimo round. A giugno, quando ancora non erano stati annunciati né il meccanismo taglia-spread né il nuovo schema di acquisto bond della Banca centrale europea e sugli italiani incombeva la prima rata dell'Imu, il divario tra decennali italiani e tedeschi viaggiava in area 450 punti base.

Oggi il differenziale ha galleggiato intorno ai 350 punti base, vicino ai livelli segnati in concomitanza della prima tranche di marzo, quando lo spread, complice l'effetto benefico della duplice iniezione di liquidità della Bce, si teneva sui 300 punti base.

"Se il secondario, che oggi è rimasto abbastanza fermo, ci dà una mano e stringe ancora un po', potrebbe esserci un'ulteriore spinta", prosegue il dealer, che spiega come il grosso degli ordini provenga da clienti privati e sia di piccolo taglio.

Ad attrarre gli investitori anche l'indicizzazione del titolo al Foi, ovvero l'indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati con esclusione dei tabacchi.

Tale indice, rileva Luca Cazzulani, strategist di UniCredit in una nota, è salito dello 0,6% negli ultimi tre mesi e del 3,1% rispetto a settembre 2011.

"Ci aspettiamo che il Foi salga dell'1,6% nei prossimi 12 mesi, assumendo che non scatti l'aumento dell'Iva previsto a luglio. Anche se questo livello rappresenta un rallentamento rispetto all'attuale tasso di crescita tendenziale, rimane ben al di sopra del tasso di 'breakeven', oggi allo 0,9%", spiega nel report.

E quindi a queste condizioni il Btp Italia è più appetibile di un titolo con medesima scadenza ma a tasso fisso. Ecco perché ha attratto l'interesse delle famiglie, alla ricerca di uno strumento con cui cautelarsi dal caro vita.

-- ha collaborato Francesca Landini

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