15 ottobre 2012 / 06:28 / tra 5 anni

PUNTO 1-Italia, contributo a Spagna costerebbe 1,5 punti Pil - Grilli

* Grilli: suicidio criticare Legge stabilità, è equa

* Possibile congelamento totale aumento Iva se ci sono condizioni

* Ok Draghi su spiragli ripresa in 2013 ma quadro resta incerto (Aggiunge dichiarazioni Grilli)

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Il contributo italiano all‘eventuale piano di aiuti alla Spagna costerebbe un punto e mezzo percentuale di Pil. Lo dice il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, in un colloquio col quotidiano Repubblica, in cui si invita ad una valutazione prudente della possibilità di concedere gli aiuti a Madrid.

“L‘Italia sosterrebbe il costo maggiore. Già nell‘ultimo biennio il nostro debito pubblico è aumentato di quattro punti a causa dei prestiti a Grecia, Irlanda e Portogallo” afferma Grilli, che prosegue: “Se scatteranno gli aiuti alla Spagna per non meno di 100 miliardi, la quota parte italiana sarà pari a un altro punto e mezzo di Pil. Insomma dobbiamo essere generosi ma dobbiamo valutare con prudenza anche l‘impatto sulla finanza pubblica”.

Il ministro Grilli difende inoltre la Legge di stabilità appena varata dal governo, definendo “un suicidio” le critiche all‘esecutivo e ribadisce che l‘Italia non chiederà aiuti all‘Europa.

Nell‘articolo di Repubblica - senza però riportare dichiarazioni esplicite del ministro - si fa inoltre riferimento alla possibilità che il governo faccia uno sforzo per tentare di eliminare, l‘anno prossimo, il punto percentuale di aumento dell‘Iva appena decisa, qualora le condizioni lo consentano.

“Capisco le critiche su alcuni punti specifici del provvedimento ma qui per la prima volta da molto tempo noi tagliamo di due punti le aliquote Irpef sui redditi più bassi”, ha spiegato Grilli riferendosi alla riduzione prevista nella Legge di stabilità delle aliquote Irpef dal 23% al 22% per il primo scaglione (fino a 15.000 euro) e dal 27% al 26% per il secondo scaglione (da 15.000 euro a 28.000 euro). La misura è stata criticata da più parti come iniqua perché accompagnata da tagli a detrazioni, deduzioni e dal previsto aumento dell‘Iva dal luglio 2013, seppure di un punto e non di due.

INTERVENTO SU IRPF E DETRAZIONI IN LEGGE STABILITA’ EQUO

Grilli difende la manovra e spiega: “A regime, con la manovra sull‘Irpef rimettiamo 6 miliardi di euro nelle tasche degli italiani, e ne riprendiamo 1,2 attraverso la riduzione delle detrazioni e delle deduzioni. Faccia il saldo. Non solo, quei 6 miliardi li restituiamo ai redditi più bassi e quegli 1,2 miliardi li spalmiamo su tutti i contribuenti. Mi dica lei se questa non è una scelta di equità”.

Il ministro si è detto comunque disponibile a modificare la manovra, che passa ora al vaglio del Parlamento, a patto che restino invariati i saldi. “Per esempio, sull‘incidenza del provvedimento nella cosiddetta fase transitoria si può discutere”.

Grilli ha anche motivato la scelta del governo, anche questa molto criticata, di rendere retroattivo il taglio delle detrazioni e deduzioni sul 2012, spiegando che se così non fosse stato non ci sarebbe stato spazio per ridurre da subito l‘Irpef sui redditi bassi.

Di ritorno dal vertice Fmi a Tokio, il ministro del Tesoro ha detto che la manovra è stata molto apprezzata dai partner internazionali che si domandano non se l‘Italia ce la farà a superare la crisi ma cosa succederà dopo le elezioni del 2013 e che fine faranno le riforme messe in atto dal governo di Mario Monti.

Grilli intravede come il presidente della Bce, Mario Draghi, la possibilità che dall‘inizio del 2013 ci sia uno spiraglio per la crescita, ma ritiene che “il quadro sia ancora incerto” e che a livello globale molto dipenderà dall‘esito delle elezioni Usa e dal possibile allentamento della stretta fiscale e monetaria da parte della Cina. Sull‘Italia poi pesa il gap di produttività per recuperare il quale Grilli lancia un nuovo appello alle parti sociali affinché trovino soluzioni condivise.

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