PUNTO 1-Italia, contributo a Spagna costerebbe 1,5 punti Pil - Grilli

lunedì 15 ottobre 2012 08:26
 

* Grilli: suicidio criticare Legge stabilità, è equa

* Possibile congelamento totale aumento Iva se ci sono condizioni

* Ok Draghi su spiragli ripresa in 2013 ma quadro resta incerto (Aggiunge dichiarazioni Grilli)

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Il contributo italiano all'eventuale piano di aiuti alla Spagna costerebbe un punto e mezzo percentuale di Pil. Lo dice il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, in un colloquio col quotidiano Repubblica, in cui si invita ad una valutazione prudente della possibilità di concedere gli aiuti a Madrid.

"L'Italia sosterrebbe il costo maggiore. Già nell'ultimo biennio il nostro debito pubblico è aumentato di quattro punti a causa dei prestiti a Grecia, Irlanda e Portogallo" afferma Grilli, che prosegue: "Se scatteranno gli aiuti alla Spagna per non meno di 100 miliardi, la quota parte italiana sarà pari a un altro punto e mezzo di Pil. Insomma dobbiamo essere generosi ma dobbiamo valutare con prudenza anche l'impatto sulla finanza pubblica".

Il ministro Grilli difende inoltre la Legge di stabilità appena varata dal governo, definendo "un suicidio" le critiche all'esecutivo e ribadisce che l'Italia non chiederà aiuti all'Europa.

Nell'articolo di Repubblica - senza però riportare dichiarazioni esplicite del ministro - si fa inoltre riferimento alla possibilità che il governo faccia uno sforzo per tentare di eliminare, l'anno prossimo, il punto percentuale di aumento dell'Iva appena decisa, qualora le condizioni lo consentano.

"Capisco le critiche su alcuni punti specifici del provvedimento ma qui per la prima volta da molto tempo noi tagliamo di due punti le aliquote Irpef sui redditi più bassi", ha spiegato Grilli riferendosi alla riduzione prevista nella Legge di stabilità delle aliquote Irpef dal 23% al 22% per il primo scaglione (fino a 15.000 euro) e dal 27% al 26% per il secondo scaglione (da 15.000 euro a 28.000 euro). La misura è stata criticata da più parti come iniqua perché accompagnata da tagli a detrazioni, deduzioni e dal previsto aumento dell'Iva dal luglio 2013, seppure di un punto e non di due.

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