12 ottobre 2012 / 16:08 / 5 anni fa

Italia, Prometeia taglia stime pil, paese chieda aiuto a Esm e Bce

MILANO, 12 ottobre (Reuters) - I mesi autunnali potrebbero rappresentare il fondo della 'Grande depressione' per l'Italia anche se il paese, per mettere in sicurezza i recenti benefici ottenuti in termini di tassi di interesse, dovrebbe giocare d'anticipo chiedendo supporto all'Europa e alla Bce.

È la visione di Prometeia, contenuta nel Rapporto di Previsione sulle prospettive di breve-medio termine, che non impedisce tuttavia alla società di ricerca di aggiornare al ribasso le stime economica del paese.

Prometeia prevede ora una contrazione dell'economia italiana pari la 2,4% nel 2012, in linea con la stima recentemente data dal governo nella Nota di aggiornamento del Def, contro il -2,2% della precedente stima pubblicata in luglio dallo stesso centro studi.

"Pur con un margine di incertezza, Prometeia ritiene vi siano buoni motivi per considerare questi mesi autunnali come il fondo della Grande Recessione. D'altro canto tutti gli indicatori congiunturali confermano questa analisi: si sta attenuando il ritmo di caduta della produzione industriale, che tornerà marginalmente positiva nel quarto trimestre (+0,2%)" si legge nel rapporto.

In peggioramento anche le stime relative alla crescita 2013: si passa ad un -0,3%, contro il -0,2% del governo, dopo il +0,1% previsto in estate.

"La debolezza della domanda di servizi e di costruzioni, colpiti dalla crisi dei consumi delle famiglie e dal blocco degli investimenti pubblici, manterrà in flessione il pil fino alla fine dell'anno" scrive Prometeia. "Nel 2013 l'economia italiana uscirà dalla fase recessiva vera e propria ma con una ripresa stentata, ben lontana dai livelli pre-crisi e dal recupero che Francia e Germania avranno invece messo in atto".

STIME IN RIALZO SU RAPPORTO DEFICIT/PIL

Revisione peggiorativa anche per le stime sul rapporto deficit/pil, che alimenta i dubbi di chi non ritiene l'Italia in grado di centrare l'obiettivo di pareggio strutturale di bilancio nel 2013 concordato in sede europea: per l'anno in corso le previsioni indicano ora un disavanzo al 2,7%, dal precedente 2,3%, mentre per il 2013 un 2%, dal precedente 1,2%.

Il governo prevede un rapporto deficit/pil al 2,6% quest'anno e all'1,8% il prossimo.

Come di consueto Prometeia dedica parte della propria analisi alle prospettive finanziarie del paese. Secondo l'analisi del centro studi il differenziale tra Btp e Bund giustificato dai fondamentali di disavanzo e debito pubblico dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 punti base, con rendimenti sui Btp decennali attorno al 3,5%.

ITALIA GIOCHI D'ANTICIPO PER EVITARE NUOVO RIALZO RENDIMENTI

Prometeia definisce tuttavia "improbabile" che lo spread di rendimento sui titoli di Stato italiani possa cominciare a scendere, mentre al contrario esiste un rischio di risalita, alla luce dell'"attuale contesto economico e politico, e in quello che si determinerà nel primo semestre del 2013 in concomitanza con le elezioni politiche del prossimo aprile, con il trascinarsi ancora a lungo delle difficoltà della Grecia, con il rischio che il Portogallo si trovi nuovamente in difficoltà".

Le stime contenute nel rapporto indicano un livello medio di rendimento sui titoli a medio-lungo termine italiani pari al 5,3% nel 2012 e addirittura in rialzo, al 5,4%, nel 2013.

È a questo punto che Prometia si pone la domanda se l'Italia sarà in grado di rispettare i vincoli del fiscal compact - che impongono la riduzione del differenziale tra Btp e Bund sotto i 300 punti base nel 2014 e in prossimità dei 200 sul finire del 2015 - senza il sostegno della Bce.

Nel rapporto si invita l'Italia a "giocare di anticipo" e a chiedere che la banca centrale intervenga sul mercato a sostegno del debito nazionale, in una sorta "assicurazione" contro gli "esiti drammatici" di una riacutizzarsi della crisi e di una ricaduta in recessione.

"Non vi sarebbero ragioni per chiedere al Paese ulteriori misure di restrizione del bilancio" spiega Prometeia alla luce del raggiungimento degli obiettivi di bilancio del 2012 e del recente varo della Legge di stabilità, che dovrebbe garantire il raggiungimento di quelli previsti per il 2013. Ma, aggiunge, "le turbolenze ancora possibili sui mercati finanziari potrebbero rendere inutili gli sforzi fatti nel corso degli ultimi diciotto mesi. Una richiesta tempestiva e coordinata con Spagna e Germania potrebbe minimizzare i rischi finanziari e quelli politici garantendo una ripresa della crescita".

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