28 settembre 2012 / 11:19 / 5 anni fa

Monti bis, Pd pronto ad appoggio solo con un pareggio elettorale

ROMA, 28 settembre (Reuters) - Il Partito democratico non esclude che Mario Monti possa tornare a guidare un governo dopo le elezioni del 2013, ma soltanto nel caso in cui dalle urne non esca una chiara maggioranza e per governare occorra una vasta coalizione.

Lo ha detto una fonte vicina al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dopo che un colloquio pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica sembrava lasciar aperta la possibilità di un incarico a Monti anche con un governo di centrosinistra.

"Non è quello che intendiamo noi, è quello che piacerebbe a Repubblica", ha detto la fonte. "Il ritorno di Monti è possibile soltanto con un 'pareggio' elettorale. Altrimenti, o governa il centrosinistra o governa il centrodestra", aggiunge.

"Comunque non è che Monti possa fare dopo le elezioni solo il presidente del Consiglio: può fare il presidente della Repubblica, il ministro o anche il consulente", dice ancora la fonte.

Nell'articolo di Repubblica, Bersani dice: "Monti è una risorsa del Paese. Ma se vuole continuare senza maggioranza politica gli dico che non è possibile. Questo è il punto basico, tutto il resto viene dopo".

Ieri, da New York, Mario Monti ha detto: "Spero che ci sarà [dopo le elezioni] un risultato chiaro con una possibilità chiara di formare una maggioranza e per un governo con una guida politica. Sarà completamente nelle mani delle forze politiche del Paese vedere che possono governare".

"Ci potrebbero essere delle circostanze per le quali esse ritenessero che io potrei servire ultilmente dopo le elezioni, ci sarò, lo considererò, non posso escludere nulla", ha però aggiunto il premier.

L'uscita di Monti è stata salutata con entusiasmo solo dall'Udc. Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva parlato di un Monti possibile candidato dei moderati, ha detto che è prematuro commentare, dato che "ancora non sappiamo con quale legge elettorale" si andrà a votare.

Lo stesso Bersani ha subito escluso un ritorno a una maggioranza col Pdl.

Ma sia nel Pdl sia nel Pd - come è il caso dei parlamentari che si ritrovano nella cosiddetta "Agenda Monti" - ci sono settori ai quali non dispiacerebbe che l'esperienza del governo tecnico proseguisse.

Bersani - che vorrebbe aggiungere "più lavoro e più equità" alla "credibilità e al rigore di Monti" - è preoccupato, e lo ha ripetuto in questi giorni, che una riforma elettorale in senso proporzionale diventi lo strumento per favorire proprio la formazione di un "governo di unità nazionale".

Per questo, i democratici stanno lottando in commissione Affari Costituzionali in Senato - e nei vertici tra gli sherpa dei maggiori partiti - per garantire che la legge elettorale riservi un premio consistente (il 15% dei seggi) al primo partito o alla prima coalizione, in modo da godere di una maggioranza solida.

(Massimiliano Di Giorgio)

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