27 settembre 2012 / 18:09 / tra 5 anni

PUNTO 1-Sviluppo, slitta varo decreto, nodo coperture

(Aggiorna con nota Chigi)

ROMA, 27 settembre (Reuters) - Il Consiglio dei ministri di domani non approverà il secondo decreto sullo sviluppo economico messo a punto dal ministro Corrado Passera.

E’ quanto si evince in serata da un comunicato di Palazzo Chigi che conferma quanto riferito nel pomeriggio a Reuters da due fonti governative.

La nota spiega che l‘ordine del giorno del cdm sarà ridotto, a causa degli impegni internazionali del premier Monti, all‘esame di un decreto legislativo di riorganizzazione della Croce rossa italiana e di leggi regionali.

Il prossimo consiglio dei ministri utile è previsto per giovedì 4 ottobre alle 10.30.

Secondo una fonte ministeriale, il rinvio dell‘esame del decreto dipende dal fatto che “è ancora in corso il confronto sulle coperture”.

Il testo, 65 articoli secondo l‘ultima bozza vista da Reuters, si compone principalmente di quattro capitoli: agenda digitale, obbligo di pagamento con strumenti elettronici dal 2014, agevolazione delle start up innovative più le nuove misure dedicate al contrasto delle frodi assicurative.

Una delle norme su cui è più acceso il confronto tra i tecnici dell‘Economia e quelli dello Sviluppo è quella che introduce il “documento digitale unificato”, comprensivo di carta d‘identità elettronica e tessera sanitaria. Passera vorrebbe garantire “il rilascio gratuito” per il cittadino ma il Tesoro, secondo quanto spiega la fonte ministeriale, vuole prima verificare i costi per l‘amministrazione pubblica.

Altro capitolo chiave è rappresentato dalle agevolazioni per la nascita di nuove imprese (start up) innovative. Numerosi i benefici cui le società potranno accedere mantenendo determinati requisiti. Si va dal mancato pagamento dell‘imposta di registro e di bollo alla detrazione (la bozza più recente indica un‘aliquota del 19%) della somma investita dal contribuente nel capitale sociale direttamente o tramite sgr. Tutte misure onerose su cui il Tesoro vuole dire la sua.

La scure dell‘Economia potrebbe portare anche alla cancellazione del credito di imposta su Ires e Irap che numerose bozze prevedono a favore dei costruttori per facilitare le infrastrutture sopra i 500 milioni di valore.

Il negoziato dovrebbe invece essersi chiuso sul rafforzamento dei mezzi di pagamento elettronici.

Una prima bozza prevedeva dal mese di luglio del 2013 l‘obbligo di accettare i pagamenti con moneta elettronica per gli importi superiori ai 50 euro. L‘ultimo testo disponibile obbliga commercianti e professionisti ad accettare pagamenti “con carte di debito” dal primo primo gennaio 2014. Sarà un successivo decreto ministeriale a disciplinare gli “importi minimi, le modalità e i termini” di attuazione.

(Giuseppe Fonte)

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